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Arquata aspetta le ultime casette,
«tessuto sociale da ricostruire»
(Foto – Video)

IL REPORTAGE - Sulle spalle di Michele Franchi, 37 anni, c'è tutta una comunità che vuole risorgere. In attesa della consegna di tutte le Sae, si cerca il ritorno alla normalità
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di Renato Pierantozzi

(fotoservizio di Andrea Vagnoni)

Sulle spalle di Michele, 37 anni, c’è tutta una comunità che vuole risorgere. Ci sono i mille problemi quotidiani da risolvere a chi vuole tornare a vivere ad Arquata e nelle sue frazioni, ci sono i cimiteri da sistemare, ci sono i centri di aggregazione da mettere in piedi per evitare un nuovo spopolamento, ma soprattutto ci sono borghi e frazioni da ricostruire.

Casa puntellata a Pretare

Ma Michele Franchi, vice sindaco di Arquata e più che una spalla per il primo cittadino Aleandro Petrucci, un momento lo trova per tutti, o al telefono che squilla di continuo o di persona. «Eppure, nonostante tutto, dopo la scossa di agosto ci eravamo quasi risollevati, eravamo pronti per la festa del 30 ottobre (2016, ndr). La sera prima eravamo stati insieme a preparare tutto, nelle cantine come una volta. Era tutto pronto…». Così mi aveva detto la prima volta che lo avevo incontrato, a febbraio, di fronte al Comune-container di Borgo e poi davanti alle macerie di Pescara. E invece a rimettere tutti a terra, ecco la terribile scossa del 30 ottobre 2016, alle 7,41: 6,5 gradi della scala Richter . Nessun morto, un vero miracolo. Ma per Arquata e le sue frazioni, dopo le decine di morti del 24 agosto, è il colpo di grazia. «Arquata, Pretare e Piedilama sono state di fatto distrutte dalla scossa di ottobre>. Salendo verso Pretare e Piedilama si incontrano i militari impegnati nelle demolizioni e i  camion delle ditte private ingaggiate per portare via le migliaia di tonnellate di macerie accumulate. «La frazione che sta messa meglio è Colle -continua il vice sindaco- ma con la consegna delle casette la gente sta tornando anche nelle altre aree.

Macerie a Pretare

Finita la fase emergenziale sarà importante sbloccare i lavori per chi ha avuto danni classificati come “B” (danni lievi). Bisogna iniziare a parlare di ricostruzione anche per chi veniva qui d’estate ed è continuato a tornarci. Qui a Pretare nei mesi estivi c’erano mille persone. C’è poi la questione della perimetrazione dei centri storici (corrispondenti alle zone più colpite dal sisma, ndr). Siamo di fronte ad un bivio visto che all’Aquila, ad esempio, i piani di recupero sono partiti dopo anni. Ad Amatrice hanno perimetrato 18 zone su 60. Nel nostro caso stiamo vedendo se è possibile non perimetrare tutto evitando, dove è possibile, di farlo come nel caso di Spelonga e Colle».

Il nuovo stabilimento TOD’S Della Valle, l’apertura prevista entro la fine dell’anno.

Operai al lavoro nel sito di stoccaggio delle macerie nell’area Unimer

Ruspe al lavoro a Pretare

La selezione delle macerie nel sito di stoccaggio


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