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«La mia guerra non è finita»
Un doc racconta la vita di Shindler

SAN BENEDETTO - Il veterano inglese protagonista al Torino Film Festival. Dall'immediato dopoguerra fino all'amicizia con Roger Waters

di Luca Capponi

Ha compiuto da poco 96 anni, e dopo una vita passata a dare la caccia ai ricordi perduti della Seconda Guerra Mondiale, ora approda al cinema. Con la benedizione del suo grande amico Roger Waters. Harry Shindler sarà protagonista del documentario My war is not over diretto da Bruno Bigoni e basato sul libro del giornalista di Repubblica Marco Patucchi. Sarà in anteprima al Torino Film Festival, in programma dal 27 al 29 novembre.

Harry Shindler

In meno di un’ora Bigoni conduce lo spettatore all’interno della vita di Harry, veterano inglese trapiantato a San Benedetto del Tronto che da decenni si occupa di portare a galla ricordi di guerra, testimonianze, misteri, di dare una identità a corpi senza nome; il caso più eclatante di questo lavoro silenzioso di conservazione e salvaguardia della memoria si ebbe un paio di anni fa, quando il Nostro riuscì, con l’aiuto dell’ascolano Emidio Giovannozzi, a rintracciare il punto preciso, ad Aprilia, dove morì il padre di Roger Waters, cantante dei Pink Floyd che cercava un luogo dove piangere la morte del papà da tutta la vita. Un caso che finì alla ribalta internazionale e che segnò il nascere di una profonda amicizia tra i due, tanto che Waters, a sorpresa, si presentò qualche mese dopo in riviera al compleanno di Shindler.


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