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Sanità, duello Castelli-Agostini
«Ceriscioli non utilizza i soldi di Spacca»
«Con l’ex governatore reparti chiusi»

POLEMICHE - Duro botta e risposta tra il sindaco e l'onorevole. «Ceriscioli lascia solo macerie», «Perché il primo cittadino ascolano da un anno e mezzo non convoca la conferenza dei sindaci?»
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L’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno

Altissima tensione politica dopo i dati sui posti letto nella sanità marchigiana. Il sindaco Guido Castelli accusa per il mancato aumento nell’Area Vasta 5 e torna a lodare (nuovamente…) l’ex governatore Gian Mario Spacca. Il Pd, tramite l’onorevole Luciano Agostini e il capogruppo Francesco Ameli replica duramente al primo cittadino.

Il sindaco Castelli (foto Vagnoni)

«L’intelligenza politica di Gian Mario Spacca -dice Castelli – aveva prodotto, nel campo sanitario, virtuosità economiche per circa circa 200 milioni di euro. Ceriscioli, al contrario, in  questi due anni, non solo non ha prodotto virtuosismi ma – imponendo alla sanità regionale una “trazione lentissima” – si dimostra incapace anche solo di utilizzare la dote ricevuta da Spacca. Manca una visione : i nuovi ospedali sono all’anno zero, il personale reclama invano le risorse necessarie al delicato lavoro svolto ogni giorno a fianco dei pazienti, l’offerta di salute si contrae nonostante fondi ricevuti per effetto delle virtuosità degli anni precedenti. La trazione è così lenta che, nonostante il piano sanitario di Spacca sia scaduto da due anni, non si vede all’orizzonte neppure una bozza che parli di quale sia l’indirizzo politico che Ceriscioli vuole dare alla sanità delle Marche. Si va avanti a colpi di delibere e di determine dirigenziali che, tuttavia, sono prive (e non potrebbe che essere così ) di respiro strategico. In questa contesto spiaggiato leggiamo dell’ennesimo schiaffo dato da Ceriscioli al territorio piceno, nonostante una vice presidente ascolana, nella distribuzione dei posti letto. Come acutamente rilevato dal sindacato e segnatamente da Giorgio Cipollini della Cisl, siamo di fronte ad un algoritmo impazzito che, però alla fine, penalizza sempre gli stessi marchigiani: quelli che risiedono lungo il Tronto. Anche in questo caso Ceriscioli dirà che la colpa è dei dirigenti, della burocrazia e dei lavoratori . Io credo , in realtà, che siamo di fronte ad un’assenza assoluta di idee e di indirizzo strategico.  In questo senso la “trazione lenta” imposta da Ceriscioli alla sanità assomiglia maledettamente a quella che stiamo subendo dalle regione sul terremoto. Ormai è chiaro: l’eredità che Ceriscioli lascerà in dote alla prossima regione non sarà milionaria come quella ricevuta dal suo predecessore ma sarà solo un cumulo di ritardi,  macerie e di carenze di idee». A stretto giro di posta arriva la replica di Agostini e Ameli.

Francesco Ameli e Luciano Agostini

«Il primo cittadino -affermano gli esponenti del Pd- continua a pensare che la politica ed il governo di una città siano sempre una lunga ed estenuante campagna elettorale.  Inutile e superfluo è’ stato il ricordarci che Spacca, pur presiedendo una maggioranza di centro sinistra abbia fatto il gioco del centrodestra, tanto che nel 2015 lo stesso Spacca si candidava proprio in quest’ultimo schieramento e la comunità marchigiana lo bocciava sonoramente. E’ del tutto evidente che Castelli tenti un improbabile recupero postumo in vista magari delle prossime elezioni politiche. Poiché riteniamo come partito democratico che la politica ed il governo siano chiamati a  risolvere i problemi per il bene comune, vogliamo ricordare cosa ha prodotto il governo regionale guidato da Spacca nell’ultimo quinquennio della sua legislatura e che faticosamente il governo Ceriscioli sta rimettendo a posto. Dove era Castelli quando in base al decreto Balduzzi, Spacca tagliava oltre 40 posti letto nel Piceno mettendoci sotto la soglia regionale ora riconquistata? Dove era Castelli quando il governo Spacca privava l’ospedale Mazzoni di Ascoli di ben 10 primari? Dove era Castelli quando il governo Spacca chiudeva il reparto di malattie infettive, quello di neuropsichiatria infantile, quello di radioterapia e… vogliamo continuare!? Dove era Castelli quando per 5 estati venivano accorpati numerosi reparti facendoli diventare “reparti pollaio” con scarsità di personale? Ora in questi 2 anni e mezzo di nuovo governo regionale occorre che Castelli ricordasse la verità e cioè la nomina di numerosi primari tra cui quello di chirurgia che unitamente a quello di Ortopedia sono stati ultimamente oggetto anche di attenzione di reti di informazione nazionali (Medicina 33- rubrica speciale Tg2).  Che ne dice Castelli dell’istituzione dei 40 posti letto di riabilitazione presso il Santo Stefano? Forse occorre che di quest’ultimo aspetto se ne faccia dare contezza nei lunghi pranzi consumati con le ex segreterie. Come non valutare il fatto che da due estati ormai non ci sono più accorpamenti di reparti e la radioterapia torna a funzionare grazie all’investimento per un nuovo acceleratore? Come non valutare l’istituzione di un’unità operativa autonoma dipartimentale per introdurre la radiologia interventistica che sempre il Castelli nell’atto aziendale approvato dalla Giunta Spacca aveva svenduto a Macerata insieme alla neuropsichiatria infantile, radioterapia e gastroenterologia? Il primo cittadino deride l’algoritmo per individuare l’ubicazione dell’ospedale unico, che gli ricordiamo essere funzione matematica e per questo oggettiva. Castelli  invece non ha saputo fare altro che indicarci interessi privatistici e localistici la cui individuazione doveva avvenire addirittura attraverso Google maps. Sull’ospedale unico vale la pena ricordare che noi del Pd lanciammo tale idea più di 10 anni fa come prospettiva per il nostro territorio, prospettiva sulla quale Castelli si è sempre caparbiamente opposto. Non vorremmo che l’attuale conversione fosse dovuta solo alla scelta di utilizzare questo strumento per privatizzare anche la sanità del Piceno dopo che ha di fatti svenduto e privatizzato la città che governa oramai da 7 anni. Come mai da un anno e mezzo non si riunisce la conferenza dei sindaci che lui deve convocare per eleggere il suo presidente e che deve dare il via al progetto di ospedale unico? Forse perché ha paura di perdere la presidenza? Ma non si può far pagare per una semplice vanità politica costi così alti all’intero territorio piceno! Questo non significa che non ci siano ancora tanti problemi da risolvere a partire dalle relazioni sindacali ed alla costruzione di un immediato progetto di Area  Vasta anche questa da noi richiesta e mai attuata. Ricordando allo smemorato Castelli che le aree vaste furono istituite dal precedente governo regionale. Noi del Pd -concludono- siamo per risolvere i problemi, anche i tanti ereditati da Spacca. Lo facciamo in silenzio e con modestia nella sanità come sul terremoto. Siamo pronti sull’uno come sull’altro problema a confrontarci pubblicamente ma non per quello che Castelli è abituato a fare cioè la campagna elettorale, ma per risolvere i problemi delle persone»


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