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Sanità, per geriatria e acuti
nuovi spazi al Madonna del Soccorso

SAN BENEDETTO - Inaugurati i nuovi 38 posti letto nell'ala nord del nosocomio. Al via anche i lavori di reingegnerizzazione della cardiologia riabilitativa al terzo piano e dell'hospice
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La benedizione dei nuovi locali (foto Cicchini)

di Benedetto Marinangeli

E’ stata inaugurata questa mattina presso l’ospedale Madonna del Soccorso la nuova sede dell’ Uoc Geriatria e lungodegenza post acuzie. Erano presenti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sindaco Pasqualino Piunti, il direttore generale della Asur Marche Alessandro Marini e il direttore dell’ Area Vasta 5 Giulietta Capocasa e il consigliere regionale Fabio Urbinati. Durante la presentazione sono stati anche illustrati i dettagli della nuova ala.
La ristrutturazione dell’ ala nord del primo piano del Madonna del Soccorso ha consentito la realizzazione di spazi adeguati ad accogliere 38 posti letto di degenza (20 per acuti e 18 post acuzie), servizi ambulatoriali dedicati e innovativi. «L’invecchiamento progressivo della popolazione –spiega il dottor Mario Sfrappini– la prevalenza delle malattie croniche non trasmissibili, la multi morbilità, il rischio iatrogeno delle terapie multiple e complesse generano bisogni sanitari e assistenziali i cui tratti principali sono la multi professionalità e la continuità della presa in carico. I bisogni sanitari del soggetto anziano fragile, frequente utilizzatore dei servizi sanitari, vanno assolti in modo appropriato, facilitando le relazioni e le interazioni tra servizi territoriali ed ospedalieri al fine di consentire la concretizzazione di attività di medicina di iniziativa, idonea a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro congiunti”.
La missione dell’ Unità operativa per acuti è di accogliere, dopo una specifica valutazione multidimensionale, i soggetti anziani fragili ricoverati nei servizi di emergenza (Murg), i pazienti anziani in complessi in fase precoce (seconda-terza giornata) provenienti da altre UUOO i cui bisogni diagnostici terapeutici assistenziali non potrebbero essere soddisfatti nella degenza media concessa ad un reparto per acuti, al fine di costruire modalità innovative di cogestione tese a garantire percorsi di continuità assistenziale.
L’ Unità operativa per acuti inoltre punta anche ad accogliere su segnalazione dei servizi territoriali, residenziali , previa consulenza geriatrica, i soggetti anziani a minaccia di scompensi multiorgano, a fornire prestazioni ambulatoriali complesse e ad assicurare la presa in carico dei soggetti anziani fragili ricoverati per patologie specifiche presso le strutture di area chirurgica ed ortopedica.
Per quanto riguarda invece l’unità operativa post acuzie, si rivolge ad accogliere soggetti che, superata la fase acuta della malattia, necessitano di una ulteriore fase ospedaliera per la stabilizzazione clinica e che non potrebbero giovarsi dei servizi di riabilitazione intensiva a causa della multi morbilità, della politerapia e delle ridotte riserve funzionali dai vari organi ed apparati. E poi formare i care giver (familiari, badanti) alle migliori pratiche di assistenza necessarie nel caso specifico ed infine di programmare insieme ai servizi territoriali, la dismissione protetta per consentire il rinvio a domicilio con un carico assistenziale coerente e sostenibile anche dalla rete informale di assistenza.
Tale lavoro si avvale già di figure professionali dedicate, in particolare di una Unita operativa Semplice (Geriatria) responsabile dei processi di integrazione ospedale territorio supportata da una posizione organizzativa infermieristica di case management. Inoltre si sta sperimentando forme avanzate di continuità assistenziale con accessi programmati a domicilio a favori di pazienti dimessi dall’ UOC di Geriatria che presentino caratteristiche di complessità assistenziali e rischi di instabilità clinica che possono essere emendati da attività di medicina proattiva. In un prossimo futuro questi modelli assistenziali verranno implementati con collaborazione multi professioniali in tutto il territorio dell ‘Area Vasta 5.
Gli spazi che accolgono la UOC Geratria e Lungodegenza Post Acuzie sono al primo piano del Corpo D SO del Madonna del Soccorso. I lavori di ristrutturazione sono stati eseguiti dalla ditta Ascani Impianti e Costruzioni di Grottammare per un importo da contratto 273.214,20 euro. E’ stata inoltre l’occasione per presentare i progetti di reingenerizzazione della UOC Cardiologia ad indirizzo riabilitativo e del Quinto Piano –Corpo C, Progetto Hospice.
«La necessità di un organico e condiviso percorso clinico assistenziale del paziente affetto da cardiopatia acuta e post acuta nell’ Area Vasta 5 –spiega  il dottor Mauro Persico dirigente del reparto di cardiologia del Madonna del Soccorso- prevede una cardiologia per acuti con Uitc ed Emodinamica al Mazzoni di Ascoli Piceno ed una cardiologia riabilitativa a San Benedetto e quindi si è resa necessaria la ridefinizione degli obiettivi specifici proprio per il nostro reparto. Si prevede, quindi, la gestione dei percorsi del paziente cardiologico acuto in integrazione con l’ UO di Cardiologia del Mazzoni e la MURG, l’attivazione dei posti letto per l’attività riabilitazione degenziale ed il potenziamento dell’ attività riabilitativa ambulatoriale. Per la realizzazione dei primi due obiettivi era necessario restituire una identità alla cardiologia di San Benedetto che si era persa nel 2012 c0on l’accorpamento della degenza cardiologica alla Medicina d’ Urgenza e la trasformazione dell’ Utic in Terapia Intensiva Integrata con letti sempre condivisi con la Medicina d’Urgenza. Cosa che si è verificata».
E così la Direzione dell’ Area Vasta 5 ha predisposto l’ avvio dei lavori di ristrutturazione del terzo piano del Madonna del Soccorso (dove attualmente c’è il CAD) che garantiranno alla nuova Cardiologia ad indirizzo riabilitativo la dotazione di 12 posti letto di degenza ordinaria e 4 posti letto di semi-intensiva. In tal modo verranno trattate tutte le acuzie cardiologiche e si darà avvio ad un’attività di riabilitazione cardiologica in regime degenziale.
«Il progetto Hospice –spiega il direttore del Distretto di San Benedetto del Tronto Maria Teresa Nespeca– si inserisce nell’ ambito dell’ attivazione della rete delle cure palliative. E’ stato sviluppato anche il progetto dell’ Unità Cure Palliative Domiciliari che garantisce un’ assistenza qualificata e continuativa a domicilio, quando richiesto dall’ assistito. La scelta della sua collocazione al quinto piano del Corpo C del Madonna del Soccorso è provvisoria e non contrasta con i requisiti di autorizzazione e di accreditamento. In questo modo consente di dare una risposta nel breve periodo senza precludere l’avvio di una analisi di ulteriori soluzioni logistiche. Il fine vita è vita e va rispettata in tutte le sue forme. Come sanità abbiamo l’obbligo di farlo».
Appena si sarà in grado di individuare una collocazione territoriale dell’ Hospice, gli spazi ristrutturati saranno comunque utilizzabili per altre aree di degenza. Stante la realizzazione, infine, di una struttura residenziale in spazi a precedente destinazione ospedaliera è stato attivato l’iter relativo all’ autorizzazione ed all’ accreditamento della struttura.


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