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Il degrado abita i muri del centro
Pubblicità sui cartelli da rimuovere

ASCOLI - Il caso sul lungo Castellano. I cartelli arrugginiti e pericolosi mai rimossi, anzi ancora usati per le affissioni nonostante le polemiche risalenti a tre anni fa. Un vero pugno nell'occhio. In passato, l'episodio degli alberi usati come "bacheche"
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di Luca Capponi 

Quei cartelli obsoleti dovevano essere rimossi almeno tre anni fa. E invece sono ancora lì, a fare brutta mostra di loro. Cadenti, rovinati, arrugginiti, sporchi.

Un pugno nell’occhio. Ma la stranezza è un’altra. Dopo la sistemazione della nuova cartellonistica nella stessa zona, siamo sul lungo Castellano, pieno centro città, il Comune si impegnò per eliminare i cartelli fatiscenti, proponendone la rimozione all’allora gestore delle pubblica affissioni, l’Aipa: era il febbraio del 2015. I nuovi vennero posizionati sull’altro lato della strada. Ci furono anche molte polemiche, con cittadini indignati che si fecero sentire dall’Arengo denunciando una politica troppo invasiva (per i nuovi) e lasciva nei confronti dei vecchi manufatti; ci si lamentava anche del fatto che, in teoria, prima di impiantare i nuovi cartelloni, si doveva almeno provvedere alla rimozione di quelli arrugginiti e divelti dal tempo.

Come detto, i cartelli sul lungo Castellano sono ancora lì, e in alcuni casi vengono addirittura usati per le affissioni, seppure in piccola parte. Un angoletto, una superficie appena utilizzabile e tac, il manifesto viene attaccato, producendo un guadagno. Forse sta qui il nocciolo della questione: finché non cadranno del tutto, e ci sarà una parte di essi sfruttabile, quei cartelli resteranno lì. Con buona pace degli amanti del decoro.

Evidentemente la zona si presta a questo tipo di “imprese”. Un paio di mesi fa, come accade da qualche anno a questa parte, gli alberi situati davanti alla sede dell’Università vennero scambiati per una “bacheca” all’aperto: volantini, annunci di affitto case, pubblicità e quant’altro, attaccati ai tronchi dei malcapitati alberi con scotch e addirittura puntine. Senza, ovviamente, che nessuno muovesse un dito. Sono rimasti lì per settimane, finché notturne mani ignote li hanno staccati a forza, lasciandone i resti a terra.

 

 

 

I nuovi cartelli posizionati nel 2015


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