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Milioni di euro per il Piceno
«Fate progetti, non lasciateli scappare»

OCCUPAZIONE - La vice presidente della Regione Casini e l'assessore Bravi ospiti al Consind: soldi specifici per il territorio, aziende e sindaci devono farsi trovare pronti. «Non possiamo permetterci campanilismi». Tornano i tirocini per il reinserimento del lavoratori. Il dirigente Montanini: «Sono vere politiche attive, con incentivi per varie fasce d'età»
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da sinistra Graziella Gattafoni, Loretta Bravi, Anna Casini, Roberta Maestri e Fabio Montanini

di Claudio Romanucci

Due notizie, una piuttosto buona una meno, emergono dall’incontro nella sala riunioni del Consind con i vertici della Regione di questo pomeriggio sulle opportunità offerte per l’Area di crisi complessa del Piceno: ci sono milioni di euro di finanziamenti pubblici per i rilancio del territorio che vengono serviti “sul piatto” dei bandi ma sia i sindaci che le aziende devono darsi una mossa, facendo attenzione agli avvisi pubblici che vengono emanati ed associandosi per non sprecare occasioni.
Il concetto è stato ripetuto più volte ad una platea composta prevalentemente da rappresentanti delle istituzioni, sindacati, università, Centri di formazione, coop e Provincia.  Numeri, iter avviati post terremoto e crisi economica, prospettive di sviluppo e tempistiche sono sviscerati dalla vice presidente della Regione Anna Casini, dall’assessore al Lavoro Loretta Bravi, dal dirigente del settore Istruzione e formazione Giovanna Gattafoni, dalla funzionaria Roberta Maestri e dal dirigente del settore Lavoro Fabio Montanini.

Arrivano i bandi
Dal Sociale all’Agroalimentare, passando per le politiche attive del lavoro alla creazione d’impresa. Decine gli ambiti interessati dai finanziamenti che passano dalla Regione destinati a risollevare la provincia di Ascoli. “Dobbiamo imparare a ragionare per territori – è stato il monito della Bravi – se lo facciamo per campanili siamo morti, non ce lo possiamo permettere”.
Montanini ha poi rimarcato: “L’area di crisi complessa è una occasione da non perdere. Le domande arrivate in risposta ai nostri precedenti avvisi pubblici sono piuttosto poche. Riguardo il lavoro, ci stiamo adoperando non solo con politiche di assistenza sociale ma per rimettere in campo i disoccupati di tutte le età. Sono in arrivo bandi per reimpiegare Over 50 così come stanziamenti nazionali ed Fse per Under 30”.

Attenzione alla comunicazione
E’ l’altro tasto su cui ha battuto Anna Casini, come la capacità di saper leggere i dati. Solo 6 risposte dal Piceno a una cinquantina di corsi per il settore edile: troppo pochi. Ad inizio 2018 spazio anche al settore Agro-alimentare: la Regione tende a riconoscere i progetti che vengono mandati, a seconda del fabbisogno dei territori. Montanini ha aggiunto che tutto pronto per il nuovo sostegno alla creazione di impresa: “Funziona nelle Marche, ma nel Piceno un po’ meno: nel 2016 sono state 26 le imprese avviate”.

Tirocini per l’area cratere

Bando in arrivo per tirocini nelle aziende dell’area cratere, con la previsione di alte possibilità di contratti a fine periodo ed incentivi per chi deciderà di assumere i lavoratori. I numeri forniti dal tavolo dei relatori dicono che da 2012 sono stati avviati in tutte le Marche 52 mila tirocini, 21 mila dei quali hanno prodotto un contratto a fine periodo. “Non è percentuale bassa – ha aggiunto Montanini – se consideriamo che imperava la crisi economica”. Sulle borse lavoro per Over 30 invece, il Piceno migliora con 575 unità avviate sulle 1.800 complessive.
La Bravi si è poi rivolta ai sindaci: “Uscirà presto un avviso per le Politiche attive del territorio. Sarà possibile associarsi per un progetto sociale, educativo, artistico, culturale e ambientale. Prevediamo di dare un assegno di circa 700 euro lordi per 9 mesi, con possibili incentivi ad assunzione. E’ la progettualità che ha pensato la Regione per rimpinguare i servizi. Vi saranno 86 nuove assunzioni (e potenziamenti di posizioni) per 86 disabili”.
Quattro milioni di euro sono specificatamente dedicati al Piceno per formazione e aiuti all’assunzione. “Se non c’è chi gestisce i passaggi e le trasformazioni – la chiusura dell’assessore – poi si perdono le energie e si rimane a piedi”.


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