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Scuola, palestra e teatro
Acquasanta regge l’urto del sisma
Foto e video

SPECIALE TERREMOTO - Inagibilità al 66% con 14 zone rosse ancora "attive". Il sindaco Stangoni: «Entro l'estate tutto il territorio sarà fruibile». Progetti: dal Parco Rio fino alla scuola. Il sogno di una piscina termale
Un estratto dell'intervista al sindaco Stangoni

di Luca Capponi 

(foto e video di Andrea Vagnoni)

La nuova palestra adiacente la scuola di Centrale, la ludoteca di Paggese, il centro pastorale a sostituire la struttura crollata un anno fa. E poi ancora la riqualificazione del Parco Rio, la sistemazione del Palazzo Comunale lesionato e del Teatro Combattenti, il sogno della riapertura della grotta termale per il 2020. Ma soprattutto la lotta per riaprire quanto prima le 14 zone rosse in essere su tutto il territorio. Operazione non semplice, data la vastità del comprensorio di Acquasanta Terme: ben 54 frazioni (record) per un’estensione di 120 chilometri quadrati e una rete di strade comunali lunga circa 230 km.

Abitazioni sul corso messe in sicurezza

«La situazione sta migliorando, il lavoro principale riguarda ovviamente la messa in sicurezza e la riapertura, o quanto meno il restringimento, delle zone rosse. -conferma il sindaco Sante Stangoni– Si tratta di un lavoro lungo e complicato, ma come ce l’abbiamo fatta qui ad Acquasanta, dove il centro è tutto visitabile, comprese le attività commerciali, ce la faremo anche nelle realtà più piccole: conto di rendere fruibile tutto per la prossima estate». Vale la pena di ricordare che qui il terremoto, nelle diverse fasi, ha provocato l’inagibilità del 66% degli edifici. Il corso principale di Acquasanta, ad esempio, è aperto, ma la quasi totalità degli abitanti si è ricollocata in altre case della zona. Ad oggi la scuole funzionanti sono due: la secondaria nel centro città e la primaria a Centrale. La struttura che ospitava asilo ed elementari, invece, è rimasta danneggiato dal sisma. «Prima del terremoto avevamo 2.970 residenti, adesso siamo sui 2.800. Per fortuna la maggior parte di chi ha avuto l’inagibilità è rimasto a vivere qui, magari migrando in un’altra frazione grazie alla presenza di tante seconde case. -continua il primo cittadino- Subito dopo il sisma ho messo a disposizione un consigliere che si occupava di ricevere offerte da parte di privati con immobili agibili e cittadini rimasti senza. A fine dicembre, invece, consegneremo le sei casette collocate ad Arli». Tra i luoghi più danneggiati ci sono sicuramente i paesi di Tallacano, Collefalciano, Umito e Pozza. Borghi da cartolina che tali debbono tornare ad essere. Prima offrendo servizi e strutture a chi è rimasto, poi creando un indotto positivo a livello turistico.

Il complesso della piscina termale, abbandonato da tempo immemore

«L’inaugurazione della nuova scuola, avvenuta nel gennaio 2017 a soli quattro mesi dal sisma, ha rappresentato un momento fondamentale per dare un segnale a tutto il territorio, non solo alla nostra comunità. -ribadisce Stangoni- Prossimo passo, la nuova palestra di Centrale, costata 300mila euro e realizzata grazie al contributo dell’associazione Dire Fare e della Fondazione Carisap, che sarà pronta per l’anno nuovo. Grazie al Soroptmist, poi, il 20 gennaio inaugureremo una ludoteca a Paggese, mentre a giorni partirà la costruzione del nuovo centro pastorale grazie alla bontà del vescovo D’Ercole; sarà pronto per la primavera. Per quanto riguarda il piano per le opere pubbliche, col secondo stralcio verranno finanziate le rimesse in sicurezza del Municipio (1.900.000 euro) e del Teatro Combattenti (100.000 euro). Entro primavera, infine, puntiamo a riqualificare tutta la zona del Parco Rio, dove attualmente ci sono gli uffici del Comune».

La nuova palestra della scuola di Centrale

Per concludere, il sogno rimasto nel cassetto da decenni, per cui potrebbe essere la volta buona grazie ai finanziamenti post sisma derivati dagli sms: la piscina termale, splendido complesso naturale situato dentro una grotta, uno spettacolo che da fiore all’occhiello di tutte le Marche è divenuto simbolo di abbandono da tempo immemore. «Il rilancio della piscina sarebbe determinante, adesso stiamo aspettando che la commissione garanti istituita dal capo dipartimento della Protezione Civile nazionale riunisca la commissione dei saggi per valutare le integrazioni al progetto richieste lo scorso luglio. -precisa il sindaco- C’è da aspettare poiché la commissione segue anche tutti i progetti di Umbria, Lazio e Abruzzo. Il parere sarebbe definitivo perché a quel punto mancherebbe solo il decreto per affidare alle Regioni lo stanziamento. Il sogno è di avere la struttura pronta nel 2020: dopo avere aspettato oltre trent’anni, sarebbe un grandissimo risultato».


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