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Migranti, Folignano buon esempio
«Ad Ascoli invece sono nei ghetti»

IMMIGRAZIONE - All'incontro del Pd alla Cartiera Papale arrivano le critiche verso le scelte dell'amministrazione Castelli. Sul caso della comunità di recupero sfrattata l'affondo di Agostini contro il sindaco: «Ama cacciata per far posto al business dei rifiuti»

da sx Procaccini, Ameli, Agostini, Lattanzi, Flaiani

di Pietro Frenquellucci

La comprensibile paura legata all’arrivo dei migranti, che altro non è se non la paura del diverso, si vince governando il fenomeno che è inarrestabile, coinvolgendo le comunità locali in progetti condivisi in grado di far capire che quegli esseri umani che arrivano dall’inferno non sono una minaccia.
Potrebbe riassumersi così il senso dell’incontro promosso dal Pd sul tema “Immigrazione, buone pratiche di governo” che si è svolto nel pomeriggio nella sala conferenze della Cartiera papale. A scambiarsi esperienze, riflessioni e idee per affrontare il fenomeno dei migranti sono stati Angelo Procaccini, segretario comunale del Pd, Francesco Ameli, capogruppo Pd in Consiglio comunale, Angelo Flaiani, sindaco di Folignano, Luciano Agostini, deputato dem, e Giovanni Lattanzi responsabile nazionale Welfare del Pd.
Al centro del dibattito gli strumenti previsti dalla legge per l’accoglienza, come i Cas e gli Sprar, il rapporto tra le comunità locali e i migranti, il superamento dei luoghi comuni che spesso costituiscono la base su cui si poggiano i sentimenti di paura e di rifiuto di molti cittadini rispetto a chi raggiunge l’Italia in fuga da guerre, carestie e sofferenze.
«L’accoglienza o si ha nel Dna di amministratore o non si ha né con i migranti né con l’Ama Aquilone a cui il sindaco di Ascoli Castelli ha intimato di abbandonare la struttura in cui da anni svolge un’importantissima funzione sociale di assistenza per far spazio al business dei rifiuti», ha attaccato Agostini ricordando le recenti polemiche nate sulla vicenda della Cooperativa che gestisce la sua attività in un edificio di proprietà del Comune capoluogo – che in quella stessa zona deve ampliare la discarica esistente – in cui ha eseguito anche dei lavori di adeguamento. Secondo il deputato Pd nel campo dell’accoglienza “le cose per bene si possono fare, e se questo non accade è perché ci sono interessi e clientele”. Gli ha fatto eco Ameli ricordando che i circa 250 migranti che si trovano ospiti del Cas ad Ascoli costituiscono un giro di affari che supera i tre milioni di euro l’anno. La situazione, ha rilevato ancora Agostini deve quindi essere governata e “non certo schierando i cacciatorpediniere al limite delle acque territoriali della Libia, come vuole la Lega, oppure con accordi come quelli fatti dal Governo Berlusconi con Gheddafi che ogni tanto alzava il prezzo della sua collaborazione”. L’unico modo per affrontare la questione, ha sostenuto il parlamentare dem, è capire che il fenomeno ancora non può essere fermato. «Se una madre mette il proprio figlio su un barcone dopo aver speso tutto quello che è riuscita a mettere insieme nella consapevolezza che con ogni probabilità non lo vedrà più – ha aggiunto Agostini – allora dietro a quella disperazione c’è una forza capace di superare ogni ostacolo. Quindi l’unico modo di affrontare questo fenomeno è quello di un’accoglienza diffusa sul territorio, assecondando quel principio di tre migranti ogni mille residenti stabilito dal governo che rende sostenibile l’accoglienza. E di questo sistema devono essere protagoniste le comunità locali. Solo così si vincono la paura e la diffidenza. Per il Pd il governo del Paese si deve fondare sulla speranza e non sulla paura”.
Giovanni Lattanzi, nel suo intervento, ha fatto esplicito riferimento alla necessità di un salto di qualità nel sistema dell’accoglienza. «Dobbiamo passare dall’emergenza – ha detto – alla accoglienza strutturale facendo in modo che anche i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) funzionino come gli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), abbiano dimensioni ridotte e facciano formazione ad ogni livello favorendo così l’inserimento lavorativo dei migranti. E’ inoltre indispensabile predisporre un Albo nazionale degli operatori del settore così che si possa aiutare chi alla professionalità unisce anche il cuore in quello che fa. In questo modo tagliamo fuori il marcio e quelle organizzazioni che si occupano del fenomeno migranti solo per denaro rimanendo completamente indifferenti ai drammi delle persone”. Lattanzi, come in precedenza aveva fatto anche Agostini, ha legato il problema della gestione dell’accoglienza con l’imminente campagna elettorale per l’elezione del Parlamento. «Il tema dell’immigrazione sarà molto caldo – ha detto l’esponente Pd – ma dobbiamo avere chiaro che solo chi fa buona accoglienza coinvolge i sindaci e le comunità locali; non lo fa, invece, chi pensa solo al business» e ricorda “che la buona accoglienza fa integrazione e l’integrazione porta a buoni risultati».
In precedenza il sindaco di Folignano, Flaiani, aveva raccontato l’esperienza positiva vissuta nel suo comune in seguito all’attivazione del sistema Sprar. «Quando abbiamo dovuto affrontare l’arrivo di 25 migranti – ha detto il primo cittadino – abbiamo deciso di coinvolgere tutte le associazioni disponibili del territorio, ventotto, per creare una rete ideale che frenasse la paura dei cittadini. E ci siamo riusciti. Non abbiamo avuto grossi problemi. Per finanziare il nostro progetto di accoglienza, che prevede anche la formazione professionale in settori in cui i cittadini non hanno più interesse da tempo, abbiamo ricevuto 360 mila euro dal Ministero. Fondi che sono completamente controllati dal Comune e non finiscono direttamente nelle tasche di cooperative e imprese come avviene per i Cas».
L’esperienza di Folignano è stata presa come esempio. «Ci chiamano a raccontare il nostro progetto anche nel vicino Abruzzo – ha aggiunto Flaiani – mentre qui, nel nostro territorio, nessuno ci ha chiesto nulla. Non dobbiamo dimenticare che la gestione dei finanziamenti da parte del Comune ci consente di spendere i fondi sul territorio dando anche una spinta consistente all’economia locale».
Una critica decisa alle scelte politiche del Comune di Ascoli, che ha detto no al sistema Sprar, è venuta dal capogruppo Pd Francesco Ameli. «Se il Comune avesse aderito allo Sprar avrebbe dovuto ospitare 160 migranti – ha detto Ameli – mentre al momento ve ne sono 240. Bisogna prevedere una dislocazione uniforme dei profughi evitando come avviene qui, senza la gestione del Comune, la realizzazione di veri e propri ghetti. Il Pd non vuole l’emergenza, ma vuole governare il fenomeno”. Sulla stessa linea anche il segretario comunale dem Procaccini: “Non vogliamo sfruttare il tema a fini elettorali, ma per aprire un confronto sui problemi della città e informare i residenti. Il partito deve fare politica, intesa nel senso di interessarsi dei problemi di Ascoli».
Del rapporto tra immigrazione e campagna elettorale ha parlato anche il presidente della Provincia Paolo D’Erasmo. «La destra – ha sottolineato – ha alzato il livello di scontro sulla pelle di gente che fugge dall’inferno del dolore e della sofferenza per acquisire qualche voto in più. Tutto questo è incomprensibile e inaccettabile. Quella che ci troviamo ad affrontare è una sfida che deve passare anche attraverso la scuola per sensibilizzare i giovani perché i ragazzi devono essere parte dell’accoglienza. Su questa tema – ha concluso D’Erasmo – noi ci giochiamo tutto e come partito non possiamo nasconderci né essere incerti».
All’incontro, erano presenti tra il pubblico anche la vice presidente della Provincia Valentina Bellini, il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci e il neo segretario provinciale del Pd Matteo Terrani.


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1 commento

  1. 1
    Testa Emanuele il 16 Dicembre 2017 alle 7:58

    Ottimo incontro su una tematica molto complessa…

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