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Anno zero e contemporaneità
A Comunanza torna il presepe vivente

SANTO STEFANO - La storica rievocazione, nata nel 1969, va in scena dopo un anno di pausa forzata a causa del terremoto. Appuntamento il 26 dicembre con 200 figuranti e la regia di Marco Renzi
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di Stefania Mistichelli  

Tra tradizione e attualità, totalmente immerso nella crudezza dei tragici eventi legati ai tanti episodi terroristici che hanno interessato le maggiori capitali europee, ma senza dimenticare l’antico messaggio di pace di cui è portatore, torna questo anno il presepe vivente di Comunanza, giunto ufficialmente alla sua 39esima edizione ma partito, di fatto, nel 1969.
«Nacque sull’esempio di quello di Rivisondoli e cominciò ad avere un grande successo intorno ai primi anni ottanta, quando trovò nel centro storico la sua ambientazione ideale richiamando ad ogni edizione più di diecimila visitatori. -racconta il consigliere comunale (e provinciale) Alberto Antognozzi- Dopo la pausa forzata dell’anno scorso dovuta al terremoto, il 26 dicembre dalle 17,30 torna questo appuntamento che rende il visitatore protagonista vero del presepe, in quanto chiamato ad attraversarlo e a viverlo da dentro».

Marco Renzi e Alberto Antognozzi

Organizzato dal comune di Comunanza in collaborazione con Comunanza Eventi e la proloco, il presepe quest’anno cambia location e si sposta nel parco urbano della Rimembranza, poiché il centro storico non è ancora totalmente praticabile. Un trasloco momentaneo, ma che non toglierà la magia a questo evento che, dal 2015, ha come sottotitolo un tema ben preciso, “Dall’anno zero alla contemporaneità”.
«Nel sottotitolo è racchiuso il tema dell’edizione 2017, è una novità ripresa dal presepe napoletano, dove tra le statuine tradizionali compaiono personaggi dell’attualità. -spiega il regista Marco Renzi– In particolare, all’ingresso i visitatori saranno “perquisiti” e passeranno sotto dei metal detector, come se fossero oggetto di un controllo di polizia e, quasi alla fine del percorso, usciranno attraverso uno schermo dove saranno retro-proiettate immagini prese dai tanti attentati che hanno colpito l’Europa nel corso di questi anni. Durante la passeggiata, come tradizione, i partecipanti passeranno attraverso le scene come se, miniaturizzati, si trovassero all’interno di un vero presepe. All’uscita, troveranno un camion distrutto (il riferimento è Nizza, Londra, Berlino ecc) con dentro un piccolo presepe, perché la sua luce possa arrivare attraverso questi coni oscuri provocati dall’odio e dall’intolleranza. Non mancheranno poi le tradizionali ambientazioni come quelle del mercato e dei mestieri tipici della Giudea dell’anno zero».
Circa duecento i figuranti, per un’edizione che si aspetta tra i due e i tremila visitatori. L’appuntamento è per il 26 dicembre, dalle 17,30 fino alle 20 circa. Nel biglietto d’ingresso è compresa una degustazione di vin brulè. I bambini entrano gratis.


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