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Castelli: «La chiesa di Sant’Agostino
richiesta per tanti matrimoni:
metteremo a posto la piazza»

ASCOLI - Il sindaco: «D’accordo con il vescovo D’Ercole e il parroco, vogliamo recuperare questo magnifico monumento rimasto chiuso trent'anni e che pochi conoscono. Arricchirà il nostro patrimonio architettonico»
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A Piazza Sant’Agostino ci sono buche e avvallamenti molto accentuati e pericolosi

di Bruno Ferretti

Trentamila euro per rimettere a posto (almeno provvisoriamente) il fondo di Piazza Sant’Agostino, in pieno centro: li spenderà il Comune di Ascoli per sistemare lo spazio antistante una delle chiese più antiche e architettonicamente più belle della città: Sant’Agostino che appunto, si affaccia nella omonima piazza. Lavori di restauro sono stati eseguiti diverse volte in passato ma non hanno risolto il problema perché i sanpietrini si sono spostati formando buche profonde che, quando piove, diventano enormi pozzanghere in grado rendere difficoltoso il transito dei veicoli e quasi impossibile quello dei pedoni, spesso raggiunti da enormi schizzi di acqua. Lo ha annunciato il sindaco Castelli, questa mattina all’Arengo, nel corso della presentazione di un evento che si svolgerà il 27 dicembre proprio nella chiesa di Sant’Agostino.

«E’ una chiesa bellissima rimasta chiusa per una trentina di anni ma che, d’accordo con il vescovo D’Ercole e il parroco don Daniele De Angelis, vogliamo recuperare perché incrementa il già ricco patrimonio artistico della nostra città. Ci sono, poi, tante giovani coppie che hanno chiesto di sposarsi proprio nella chiesa di Sant’Agostino, soprattutto dal mese di aprile in avanti. E allora, anche in vista di queste cerimonie, dobbiamo eliminare quelle buche e migliorare il fondo stradale altrimenti c’è anche il rischio che qualcuno possa cadere». Il sindaco Castelli, poi, è andato oltre: «Questo intervento che sarà effettuato nei primi mesi del nuovo anno è una soluzione provvisoria perché abbiamo intenzione, più avanti, quando ne avremo la possibilità di realizzare anche una piazza tipo quella di San Pietro Martire». Ovvero utilizzando grandi lastre di pietra.


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