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Fiera di Castel di Lama:
«Danno di 17mila euro»

IL DOSSIER - L'ex consigliere comunale Mauro Bochicchio del M5S denuncia: «Palese discrepanza tra i numeri degli espositori dichiarati e quelli effettivi, perplessità anche sul ruolo della pro loco». Nel mirino l'edizione 2016 ed altri eventi successivi
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Un momento dell’edizione 2017 della Fiera di Castel di Lama

di Claudio Felicetti 

Il bilancio della Fiera del SS. Crocifisso edizione 2016, una delle tante spinose questioni che avevano alimentato lo scontro politico tra maggioranza e opposizione prima della caduta della giunta guidata dal sindaco Francesco Ruggieri, e diviso l’opinione pubblica, torna a far discutere. A puntare la lente d’ingrandimento sui conti della manifestazione è ancora il consigliere comunale uscente del M5S Mauro Bochicchio (tra i candidati sindaco delle prossime elezioni comunali), che dopo aver spulciato attentamente fatture e documenti contabili lancia l’allarme, ravvisando un possibile danno economico di 17.500 euro per il Comune di Castel di Lama.

In un dettagliato dossier, inviato al commissario prefettizio Giuseppe Dinardo, al responsabile dell’area socio assistenziale Riccardo Curreli e al segretario comunale Rinaldo Travaglini, Bochicchio chiede all’amministrazione «al fine di limitare i possibili danni economici per l’ente che potrebbero superare complessivamente i 17.500 euro, di valutare se mettere in atto o meno ogni più opportuna azione per il recupero delle somme non ancora percepite o eventualmente erroneamente erogate, alla luce delle segnalazioni riguardanti la Fiera 2016, la Festa degli anziani 2016, le iniziative natalizie 2016 e il Carnevale 2017».

«Avendo appreso dallo stesso commissario Dinardo che l’attuale amministrazione commissariale si sta muovendo per cercare di recuperare alcune poste per le quali le precedenti amministrazioni non si erano ancora attivate – scrive l’ex consigliere comunale pentastellato – e ritenendo questa linea amministrativa virtuosa e in sintonia con quanto ho sempre cercato di proporre durante il mio mandato di consigliere comunale, formalizzo in maniera più dettagliata alcune perplessità nella gestione della Fiera 2016 e manifestazioni successive. Queste erano state già accennate lo scorso anno con una lunga comunicazione del 09/12/2016, ma non avevano trovato la giusta attenzione per motivazioni probabilmente politiche. Oggi, venendo a mancare quest’ultime, le ripropongo anche perché alcune segnalazioni hanno poi trovato la loro conferma negli atti di cui sono venuto in possesso negli ultimi mesi».

Dall’esame della documentazione, secondo Bochicchio emergerebbe «una palese discrepanza tra i numeri degli espositori dichiarati alla stampa, pari a 138, e quelli approvati con delibera di giunta n. 70 del 31/08/2016 pari a 94. A questi successivamente se ne aggiungevano altri 14 nella categoria enti no profit (per un totale di 108 presenze), ma comunque insufficienti a raggiungere quota 138». «In definitiva, tra i numeri ufficiali e quelli non ufficiali vi era una differenza compresa tra 10 e i 30 espositori, con un possibile danno per le casse del Comune che, ignorando la presenza di 10-30 espositori, era impossibilitato a riscuotere quanto dovuto».

Perplessità e dubbi anche sul ruolo svolto dalla pro loco, “contemporaneamente gestore degli spazi fiera ed espositore negli spazi fiera nella veste di distributore di cibi e bevande”. A questa situazione, Bochicchio ricollega le rendicontazioni delle manifestazioni successive alla fiera 2016 che, a suo avviso, evidenzierebbero delle incongruenze.
Un dossier, quello dell’ex consigliere comunale, che sicuramente avrà l’effetto di un sasso gettato nello stagno della politica lamense e riaccenderà il dibattito pubblico in vista delle elezioni comunali della prossima primavera.

 


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