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Post sisma, dall’Europa altri 248 milioni
Casini: «Le polemiche? Ecco i numeri»
Banda ultralarga, Ascoli non firma

ASCOLI - Bilancio di fine anno per il Pd. Il segretario Terrani stoppa candidature dall'alto: «Decidiamo noi, senza imposizioni da Roma». Sanità, il capogruppo Urbinati striglia Castelli e Piunti: «Non decidono»
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di Renato Pierantozzi

da sinistra Terrani, Spendiani, Casini

«Dall’Europa arriveranno altri 248 milioni di euro dal fondo Fesr (fondo europeo sviluppo regionale) per l’area del cratere grazie all’azione dell’assessore Manuela Bora». E’ l’annuncio dato oggi pomeriggio dall’assessore Anna Casini che insieme ai vertici locali e regionali del Pd ha fatto il bilancio di fine anno. «Il Piceno -dice il segretario provinciale Matteo Terrani – diventerà il più grande cantiere d’Europa con le conseguenze occupazionali che avremo nei prossimi anni grazie all’azione della Region e e della Provincia che è stata risanata. In merito alle candidature al prossimo Parlamento saranno i circoli ad indicare i nomi e vogliamo candidati locali senza imposizioni da Roma vista anche la situazione legata al sisma». «Oggi per la prima volta sono stato alla consegna delle casette di Uscerno perchè me l’ha chiesto il sindaco Fabiani -aggiunge la Casini- Sul mio profilo Fb ho pubblicato tutte le dotazioni con cui vengono date. In questo anno abbiamo lavorato in squadra, in modo quasi eroico. Non dimentico che l’ultima scossa c’è stata il 18 gennaio, meno di un anno fa, con due metri di neve. In Italia non era mai accaduto nulla di simile. Sicuramente nessuno di noi era adeguato ad una cosa del genere ma abbiamo avuto la forza di reagire insieme nel miglior modo possibile. I numeri che fornisco dai dati ufficiali danno sostanza a quello che dico. Dai tre piani Anas per le aree del cratere per complessivi 418 milioni, ne arriveranno 234 nel Piceno. Per l’area di crisi a fronte di 6 milioni disponibili per i progetti sotto 1,5 milioni sono arrivate proposte per 11,5. Ma anche in questo caso lavoreremo in Consiglio per ampliare i finanziamenti grazie all’attività che sarà svolta dal capogruppo Fabio Urbinati».

Fabio Urbinati

Capitolo Salaria. «Chi fa polemica sulla ripartizione tra Marche e Lazio -dicono Casini e Urbinati- non sa quello che dice e forse non sa che nel territorio marchigiano ci sono solo 7,5 km da sistemare mentre il resto ricade nel Lazio. Per il nostro versante ci sono fondi per 211 milioni, di cui 15 per la manutenzione ordinaria e gli altri per il tratto Favalanciata-Acquasanta che sarà realizzato in due stralci. Il primo arriverà fino ad 1,5 km da Acquasanta arrivando da ovest (Roma), il secondo invece arriverà fino a Santa Maria. L’abitato di Acquasanta non sarà bypassato ma ci saranno due svincoli per entrare e uscire a differenza della vecchia ipotesi progettuale che l’Anas non ha ritenuto accoglibile. I tempi? Spero entro la fine del mio mandato (2020) di vedere l’appalto del primo stralcio. Ci sono poi i fondi per la ricostruzione delle opere pubbliche (101 milioni per scuole, municipi e altro), per gli ammortizzatori sociali in deroga (12 milioni dal ministero del Lavoro) nel cratere; 14 milioni per la banda ultra larga anche se alcuni comuni devono ancora formare la convenzione (come nel caso di Ascoli fino alla giornata di ieri almeno), 11,7 milioni per le manutenzioni degli edifici Erap; 12 milioni per l’ambiente (tra cui la discarica interna alla Carbon)». Solo quando parla dell’agricoltura la vice presidente si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Le sae di Uscerno (Foto Vagnoni)

«Su facebook -dice- ogni tanto c’è un botta e risposta sui capi morti dopo il sisma. Dai dati ufficiali risultano 40 bovini morti dopo il sisma. Per i bovini e gli ovini vivi la Regione ha stanziato agli allevatori 12.904.000 euro pari a 475 euro per le mucche e 71 euro per le pecore. Le stalle poi sono state la mia “croce”: dopo aver risolto il contratto con la prima ditta senza contenzioso, ad agosto abbiamo consegnato quelle ordinate predisponendo anche le strutture per gli allevatori che in un primo tempo volevano fare da soli. Chi vive nei “Mapre” (una sorta di container) lo fa per propria scelta visto che poteva scegliere un contributo di autonoma sistemazione o una casetta. In definitiva penso che non ci sono mai state cosi tante risorse per il nostro territorio. Le critiche sono giuste quando ci sono cose che non vanno. Il nostro obiettivo è far rinascere il Piceno senza lasciare solo nessuno». Anche il capogruppo regionale Fabio Urbinati traccia il bilancio di fine anno. «La Regione ha cambiato passo -dice- penso solo alla questione dell’autorità portuale che oggi sta ad Ancona. Prima per dragare il porto di San Benedetto serviva tre anni di tempo, ora lo abbiamo fatto in sei mesi. Sull’ospedale unico è ora di accelerare, ma i sindaci di Ascoli e San Benedetto non sanno decidere. I fondi ci sono e non riguardano i sindaci. Per questo è ora di creare un luogo politico dove discutere. Sull’azienda ospedaliera mi sembra che i primi studi che circolano indicano che non sia una scelta conveniente, mentre sul mantenimento nel Piceno dei costi della mobilità attiva in Regione io e Anna stiamo battendo i pugni sul tavolo. Sull’ospedale credo che sia ora di lasciar perdere le polemiche, anche alla luce di alcuni movimenti trasversali (come l’intervento di Piero Celani, ndr) e iniziare a discutere seriamente visto che dobbiamo disegnare la sanità dei prossimi 70 anni. I presidi di Ascoli e San Benedetto non chiuderanno e quello che sorgerà sarà un ospedale super tecnologico che si avvarrà anche di collaborazioni universitarie con la Politecnica delle Marche. Sul terremoto -continua Urbinati- posso dire che per fortuna non abbiamo seguito il modello L’ Aquila e a meno di un anno dall’ultima terribile scossa abbiamo già tutti i fondi per ricostruire, comprese le seconde case. Si fanno polemiche su problemi risolvibili in poche ore e con i fondi europei in arrivo partirà la messa in sicurezza sismica del patrimoni edilizio per 150 milioni di euro. In campagna elettorale risponderemo punto per punto alle accuse». Presenti in sala anche tanti segretari di circolo del Pd, i sindaci  Stefano Stracci (Monteprandone), Valerio Lucciarini (Offida) e Augusto Curti (Force). «La precedente giunta regionale non aveva finanziato il programma delle aree interne del Piceno -accusa Lucciarini neo presidente della Legautonomia- mortificando le comunità locali». «I fondi per ricostruire il patrimonio edilizio privato comprese le seconde case -aggiunge Stracci- sono un caso unico al mondo, mentre alcune forze politiche irresponsabili stanno esasperando il clima facendo aumentare la rabbia dei cittadini». «La risposta dello Stato è stata più che positiva -aggiunge Curti, neo presidente del Cal Marche- e anche le ultime ordinanze del commissario De Micheli hanno dato molto potere ai sindaci». «Mentre con i fondi incassati dal Comune di Ascoli -conclude il capogruppo ascolano Francesco Ameli– dalla vendita del gas non si sa che si sta facendo, con i fondi arrivati dalla regione e dallo stato sarà riaperto il teatro Filarmonini e sistemate le periferie come Monticelli»


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