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Corto Festival,
Tosti e Sacchi vincono il “Fluvius”

ASCOLI - La finale della kermesse dedicata al cinema breve è andata in scena al PalaFolli. Il duo la spunta grazie a "Voce/To", toccante ricordo del sisma. Nelle categorie principali la giuria capitanata da Sigfrido Ranucci sceglie "Resce la lune" con la retara sambenedettese Vittoria Giuliani, "Mattia sa volare" e "PolisNea"
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Il momento finale del “Fluvione Corto Festival” al PalaFolli di Ascoli

Lungimiranza. Se c’è una parola che definisce al meglio la caratteristica principale del “Fluvione Corto Festival” è proprio questa. Sì, perché già in tempi non “sospetti” questo premio, giunto alla sua ottava edizione, ha avuto l’obiettivo di portare cultura e attenzione, di sottrarre all’oblio realtà spesso poco considerate da svariati punti di vista: Montegallo, Force, Roccafluvione, Acquasanta, solo per citarne alcuni, luoghi oggi finiti sulle cronache per altri motivi (vedi terremoto) ma su cui il “Fluvione” ha fatto costantemente sentire la propria presenza nel corso degli anni. Prima, dopo e durante il sisma.

Sigfrido Ranucci con la conduttrice Letizia Bellabarba

Ecco dunque che l’edizione appena andata in archivio si è sviluppata lungo tre tappe, Venarotta, Roccafluvione ed Ascoli. Qui è andata in scena la sfida a colpi di celluloide che ha visti protagonisti più di 100 cortometraggi arrivati da tutto il mondo. Tre le sezioni: “Corto di Marca”, improntata su storie ambientate nelle Marche, “Senza confini”, con lavori atti a parlare di territorio nazionale e internazionale, e “Corto libero”, dedicato alla fiction.
Durante la finale di venerdì 29 dicembre, svoltasi al PalaFolli di Ascoli, la giuria capitanata dal giornalista Rai Sigfrido Ranucci (c’è lui attualmente al timone di “Report”) ha selezionato i tre vincitori ed ha assegnato ben due menzioni speciali. Inoltre, ha consegnato il Fluvius Petrae, fregio in pietra che simboleggia l’anima della manifestazione, “il viaggio delle acque del Fluvione tra i paesi dell’entroterra fino ad Ascoli, talvolta dimenticati dal mondo, stavolta anche tormentati dalle violenze del recente terremoto, assieme ad un fiume di cultura, non solo cinematografica, pronta a valorizzarne i paesaggi, le tradizioni, la memoria, la storia di comunità e di territori”.

Anna Casini, Vittoria Giuliani e Letizia Bellabarba

A vincere il Fluvius sono stati Riccardo Tosti e Manuele Sacchi con “Voce/To”, commovente ritorno a un anno di distanza sui luoghi del sisma, privo di retorica, discreto e per questo ancora più efficace nel tenere vivo il ricordo.
Ad imporsi nelle tre categorie, invece, “Mattia sa volare” di Alessandro Porzio per “Corto libero”, “PolisNea” di Pierluigi Ferrandini per “Senza confini” e “Resce la lune” di Giulia Di Battista e Giorgia Kurnik, interpretato dalla straordinaria retara sambenedettese Vittoria Giuliani.
Menzioni speciali assegnate a “Renula” di Francesco De Bonis, “Save” di Davide Calvaresi e a “Il ragazzo antiorario” di Alberto De Angelis.
Il premio in memoria di Luca Ciotti è andato a Davide Valenti ed al suo “Frammenti di cielo sospeso tra sogno e incubo”, quello “Cittadinanza e legalità” assegnato dall’Isml è andato a “Nkiruka – Il meglio deve ancora venire” di Simone Corallini e Silvia Luciani.
Organizzato dall’associazione “Marsia a 360°” con la Regione e i comuni ospitanti, il “Fluvione Corto Festival” si conferma una bella realtà del panorama marchigiano, grazie alla direzione artistica di Alessandro Spina ed al lavoro dei fondatori Letizia Bellabarba (tra l’altro, storica conduttrice dell’evento), Sonia Marcozzi (attuale presidente di “Marsia”) e Guido Ianni.

I vincitori del “Fluvius Petrae” Riccardo Tosti e Manuele Sacchi

La Casini e Ranucci con il regista De Angelis e parte del cast de “Il ragazzo antiorario”

 

 


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