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Sanità, botta e risposta sindacati-Regione
«Ceriscioli vive in un mondo fantastico»
La replica: «Discredito sulle istituzioni»

ANCONA - Dopo la presentazione del consuntivo 2017 dell'Asur, Cgil, Cisl e Uil attaccano il vertice della Regione che replica duramente alle critiche

Stato di salute della sanità regionale, duro botta e risposta tra sindacati e Regione. Accusano Cgil, Cisl e Uil: «Rileviamo con grande soddisfazione e con un pizzico di stupore,  che per il  Presidente della Regione Marche il sistema sanitario regionale è in ottima salute. Tante e positive sembrano essere le novità che hanno caratterizzato il 2017, vero e proprio anno di svolta per la sanità delle Marche. Ci rammarica il fatto di non aver avuto modo di poterle apprezzare. Ce ne sarebbe stati modi e tempo in abbondanza, tra settembre e novembre dello scorso anno, quando abbiamo provato a lavorare insieme, attraverso i tavoli di monitoraggio sulla riorganizzazione sanitaria. In quelle occasioni, purtroppo, nessun dato significativo ci è stato messo a disposizione, neppure per smentire i numeri che Cgil Cisl e Uil Marche hanno provato a produrre in autonomia, appoggiandosi ai documenti ufficiali di Regione ed ASUR. E’ forte il dubbio che non si tratti di una coincidenza. Siamo invece convinti che i numeri, se prodotti e analizzati con correttezza, non siano interpretabili, né assoggettabili ai punti di vista. Un esempio, su tutti. Ci rallegrano le 834 nuove assunzioni, con le quali si vorrebbero compensare “il migliaio di addetti” che l’Asur ha perso dal 2010 al 2015 (in realtà 1.672 unità dal 2010 al 2016, secondo il bilancio dell’Azienda). Certo, le aspettative generate nell’ottobre del 2016 erano molto diverse: il Presidente in persona annunciò, seppur per tutti gli Enti e le Aziende, 3.125 nuove assunzioni. I conti non sembrerebbero tornare ma comprendiamo bene come nell’epoca delle “fake news” si renda necessario, ogni tanto, aggiustare il tiro…Nel fantastico mondo del Presidente Ceriscioli la sanità regionale gode dunque di ottima salute. Ce ne rallegriamo, ma lo invitiamo ugualmente ad uscire dalle stanze di Palazzo Raffaello e ad incontrare utenti ed operatori della sanità marchigiana. Toccherebbe con mano quelle problematiche della “sanità reale” che instancabilmente (ma inutilmente) abbiamo provato a sottoporre all’attenzione dei suoi collaboratori, e che riprorremmo anche a lui, se credesse davvero, come afferma, al valore della partecipazione nella definizione delle politiche regionali». Che cosa non va? «L’incompleto riassetto delle reti cliniche, il problematico decollo degli ospedali di comunità, i ritardi sul potenziamento della rete delle Case della Salute, il difficile raccordo tra ospedali e servizi territoriali, il mancato coordinamento tra Enti e Aziende, sono aspetti su cui, a nostro avviso non si riflette abbastanza. I servizi socio sanitari sono ancora insufficienti – specie l’assistenza domiciliare – e troppo costosi per gli utenti. C’è bisogno di ripensarli complessivamente, con un occhio particolare alle necessità rilevabili nelle aree colpite dal sisma. La trasformazione dei piccoli ospedali sta mettendo in crisi il sistema dell’emergenza-urgenza che, dopo l’importante scelta sul soccorso aereo,  necessita di ulteriori, importanti investimenti. Se c’è, come la Regione dice,  un miglioramento del saldo di mobilità passiva, i tempi di attesa sono rispettati solo per una prescrizione su quattro; tutti gli altri utenti devono rivolgersi al privato, e non sempre possono permetterselo. Gli operatori del comparto, pubblici e privati, lavorano in condizioni  spesso estenuanti e difficilissime. Il Presidente ha annunciato (finalmente) l’avvio della predisposizione di un nuovo Piano sanitario. Una buona notizia, specie per Cgil Cisl e Uil delle Marche, che a più riprese lo avevano richiesto negli ultimi mesi. Allo stesso tempo un’occasione, per questa Amministrazione, per uscire dall’ “arroccamento” e confrontarsi su un documento importante e concreto di programmazione, rispetto al quale, se sarà possibile, non faremo certamente mancare il nostro contributo». Durissima la replica di Ceriscioli: «Il direttore generale Alessandro Marini -dichiara il presidente- ha illustrato il rendiconto dell’attività dell’Asur a dicembre 2017 con i dati forniti dalla azienda: 834 le persone in più che ci lavorano, 56 nuovi primari, sulle liste d’attesa rispettati gli obiettivi nazionali, 25,9 milioni di investimenti, spesa farmaceutica diminuita del 2,21% rispetto allo scorso anno, aumento della mobilità attiva, ridefinizione della rete ospedaliera e, in totale, 2,8 miliardi di risorse a disposizione (+3,5%).

Luca Ceriscioli

Noi pretendiamo il rispetto dei dati che l’Azienda Sanitaria ha presentato perchè sono veri, incontrovertibili e forniti da professionisti. Questi numeri positivi raccontano di più persone che lavorano e offrono servizi, più investimenti rispetto agli ultimi anni e più risorse per le attività. Non accettiamo quindi interventi scomposti che gettano discredito e servono solo a generare nelle persone sfiducia nei confronti delle istituzioni. Noi siamo per un confronto con i sindacati ma che si fondi sul riconoscimento dei dati come punto di partenza sul quale aprire il dialogo».


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