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Banchetti in pinacoteca,
un lumino per dire no

ASCOLI - Il pittore Dante Fazzini lancia un flashmob per giovedì 18 gennaio alle 19 in piazza Arringo. «Non è una vetrina per nessuno. Vogliamo tutelare il patrimonio artistico della città». Tutti invitati a portare anche un dipinto e un po' di cibo
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I banchetti all’interno della pinacoteca di Ascoli loro non li vogliono. Non credono che le misure di sicurezza adottate offrano davvero tutte le garanzie del caso. Pensano che  non debba essere corso nemmeno il più piccolo rischio. E allora, con ironia, fanno una passeggiatina in piazza Arringo magari con in mano un lumino, un piccolo dipinto e un cibo simbolico da consumare in silenzio.

“Agape Ascoli”, questo il titolo che Dante Fazzini, noto pittore ascolano, decisamente un creativo nel mondo dell’arte, con uno sviscerato amore verso la città, ha dato alla sua iniziativa la quale, a pochi giorni dal lancio, ha già trovato numerose adesioni attraverso i social e con il passaparola. L’appuntamento è per giovedì prossimo alle ore 19 in piazza Arringo. Questione di dieci minuti. Si tratta di un flashmob in nome della salvaguardia delle opere d’arte e di un luogo deputato all’arte. Dieci minuti insieme con candelina, dipinto e cibo frugale per condividere un dissenso.

La cena “incriminata” in Pinacoteca

Di sicuro in questa iniziativa non c’è colore politico. E’ l’espressione di un sentimento. «Non è una vetrina per nessuno. – spiega Fazzini – Tutti, dico tutti, dal primo cittadino all’ultimo possono essere presenti. La manifestazione è apartitica e pacifica. Non vuole essere una guerra personale contro alcuno ma solo una presenza partecipativa. Una espressione di civico dissenso, come le regole democratiche permettono ancora, grazie a Dio». «Questo incontro di persone – spiega ancora Fazzini – intende esprimere il disappunto di numerosi cittadini ascolani riguardo le recenti disposizioni che danno in uso beni museali di alto valore artistico a feste private e sulla effettiva certezza di come la gestione sicurezza venga concretamente applicata. Lo scopo è finalizzato alla sensibilizzazione, protezione e valorizzazione del bene artistico comune: la pinacoteca civica di Ascoli e la sua raccolta». Dalle foto postate dall’ultima cena in pinacoteca, quella organizzata dal Soroptimist, secondo Fazzini, le modalità di svolgimento del banchetto sono state «manifestamente contraddistinte da un uso improprio, rischioso, del prezioso bene cittadino» .

Il sindaco Guido Castelli e il direttore dei musei civici Stefano Papetti hanno garantito che, in occasione di questi eventi mangerecci all’interno della pinacoteca, vengono adottate tulle le precauzioni possibili. Castelli ha delegato Papetti a fare da “arbiter”  e giudicare se sì o no a seconda delle richieste. Ma è evidente che a monte c’è una scelta di politica culturale.  Sull’uso di musei, teatri e altri beni pubblici d’arte si è aperto in tutta Italia uno stimolante dibattito.

Le “disposizioni” per l’appuntamento di giovedi , all’insegna di Ascoli Artistica Antifascista, sono molto chiare: assoluto, rispettoso silenzio, giusto il tempo dell’ agape, 10 minuti di passeggiatina. Poi il saluto e l’impegno di …esserci ancora. Non è da escludere che questo flashmob, il quale fa seguito ad altre iniziative per la rivitalizzazione del centro storico e la diffusione dell’arte, possa ulteriormente svilupparsi e diventare un vero movimento cittadino. Fazzini ricorda anche il significato di agape: «…banchetto comunione, espressione più in generale del legame di una comunità umana riunita e vincolata dall’amore condiviso per qualcosa…». Ovvero l’amore per la città.

f.d.m.


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