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Tre indagati per la morte nel cantiere
«Metanodotto favore all’Europa»

CASTEL DI LAMA - Si muove la Procura dopo il decesso dell'operaio siciliano. La denuncia del comitato "No trivelle" che si oppone al passaggio dei tubi nel territorio: «Prezzo da pagare troppo alto per un'opera che nulla ha a che fare con il fabbisogno dei nostri luoghi»
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Il percorso del metanodotto

Tre indagati per la morte del giovane operaio siciliano Gianluca Caterini rimasto schiacciato da un tubo nel cantiere per il nuovo metanodotto a Castel Di Lama. Il pm Destro ha disposto l’autopsia sul corpo. Intanto contro contro i lavori si scaglia il Comitato “No Trivelle nel Piceno” che accusa «lo scempio delle nostre colline e la pericolosità per il nostro territorio causato dal passaggio del nuovo metanodotto che da Cellino (Te) arriva fino a Porto Sant’Elpidio». Sono le parole di Rocco Vallorani, Gabriele Illuminati, Emidio Rossi e Giovanni Vagnoni.

Una delle zone del Piceno dove dovrebbe passare il metanodotto

«Non pensavamo di dover piangere per la vita persa da un povero ragazzo della Sicilia, che stava lavorando in questo cantiere nella zona di Ascoli. -dicono- Evidentemente la fretta per i tempi ristretti nella realizzazione dell’opera ha allargato le maglie della sicurezza che è d’obbligo in lavori così pericolosi. Come se non bastasse a Borgo Miriam di Offida si è rischiata una catastrofe ben più grave quando, sempre in un cantiere della stessa opera, per un incidente, è stata spezzata la tubatura del vecchio metanodotto che corre parallelo al nuovo tracciato, provocando una terribile fuoriuscita di gas che ha messo in pericolo tutti gli abitanti della frazione che sono stati evacuati per diverse ore dalle loro abitazioni. Fortunatamente, ma solo per mera fortuna, la fuoriuscita non ha innescato un incendio di proporzioni inimmaginabili, e pensare che il vecchio tubo è di gran lunga più piccolo di quello del nuovo che si sta realizzando».
«Tutto questo non basta? Quale altro prezzo devono ancora pagare le nostre comunità per soddisfare il fabbisogno di gas dell’Europa? -concludono dal comitato- Vale la pena di ricordare che questo nuovo metanodotto nulla ha a che fare con il fabbisogno del nostro territorio, è solo un’autostrada del gas al servizio del nord Europa che si prenderà tutti i benefici di tale opera e a noi rimarranno colline devastate e pericoli permanenti sotto i nostri piedi a causa della precaria conformazione geologica del nostro territorio. Adesso basta, fermiamo questo scempio e salvaguardiamo la nostra sicurezza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1
    Massimo Squire Armillei il 18 Gennaio 2018 alle 9:25

    I “no-triv” dovrebbero muoversi con le carrozze e scaldarsi con il fuoco…a quel punto potrebbero avere diritto di parola…

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