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“La ricostruzione che vorrei”
Il Piceno a un anno dal sisma

ASCOLI - L'evento si svolgerà fino al 18 febbraio con mostre, incontri e dibattiti. Organizzazione targata Comune e INGV - Progetto Edurisk. Obiettivo: fornire alla comunità spazi, tempi e modi per una riflessione condivisa su problemi e prospettive
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“La ricostruzione che vorrei. Il Piceno a un anno dal terremoto: mostre incontri conversazioni”. E’ questo il titolo dell’evento che si svolge nelle sale del palazzo dei Capitani fino al 18 febbraio. La manifestazione nasce da un progetto avviato dal Comune e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) -Progetto Edurisk, per fornire alla comunità spazi, tempi e modi per una riflessione condivisa su problemi e prospettive della ricostruzione che permetta di elaborare collettivamente il terremoto vissuto e sviluppare idee e proposte per il futuro mettendo al centro di questo processo di elaborazione i bambini e i ragazzi del Piceno.
Tre i momenti che che caratterizzeranno l’iniziativa.

“Terremoto: parliamone insieme”, ovvero uno spazio gestito da Ingv – Progetto Edurisk che comprende un convegno inaugurale e, in seguito, caffè scientifici e incontri periodici con amministratori e narratori.

“Facciamo noi!”, una mostra attiva ideata da “ConUnGioco Onlus” insieme agli studenti di otto classi delle scuole superiori di Ascoli Piceno per raccogliere pensieri, proposte e idee degli abitanti del Piceno, che potrà essere visitata tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18,30.

Gli stessi studenti faranno da guide mettendosi a disposizione degli alunni delle scuole elementari ascolane e degli adulti che visiteranno la mostra per condividere con loro i risultati dell’esperienza fatta e stimolare un momento di confronto su scelte possibili, rischi e prospettive della ricostruzione. Durante il periodo di apertura della mostra, tutti i sabati pomeriggio si svolgeranno incontri tra cittadini durante i quali si parlerà di come le diverse generazioni possono affrontare insieme la sfida del cambiamento imposto dal terremoto, delle connessioni che determinano l’unicità del territorio, della ricchezza della sua cultura immateriale e delle possibili visioni per un futuro comune.

Infine “Casse di risonanza”, esposizione di progetti – casa da un lato, posto di lavoro dall’altro – per le aree interessate dal sisma di Acquasanta Terme. I progetti sono stati redatti durante il workshop artistico condotto da Maria Chiara Calvani all’ interno del Laboratorio dei fondamenti della progettazione architettonica 1, Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno. Sarà allestita negli spazi espositivi di Palazzo dei Capitani fino al 5 febbraio.


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