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Faceva prostituire giovani nigeriane
Un 51enne condannato a due anni

ASCOLI - Maurizio Castiglioni, originario di Teramo, è finito sotto accusa davanti alla Corte d’assise di Macerata. I fatti accaduti lungo la strada Bonifica. L'indagine della Squadra mobile aveva portato in manette anche una donna nigeriana, Agbasi Godgift, già condannata con rito abbreviato
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Donne nigeriane che sarebbero state fatte entrare in Italia illegalmente per essere destinate alla prostituzione. Era emerso da una indagine svolta dalla Squadra mobile della Questura di Ascoli che aveva portato in manette due persone, una donna nigeriana, Agbasi Godgift, già condannata dal Tribunale di Ascoli con rito abbreviato, e il 51enne Maurizio Castiglioni, originario di Teramo e finito sotto accusa davanti alla Corte d’Assise di Macerata.

Donne sulla Bonifica

I fatti sarebbero avvenuti nell’Ascolano e nel Teramano nel 2015. Oggi Castiglioni è stato condannato a 2 anni per favoreggiamento della prostituzione ed è stato assolto dall’accusa di sfruttamento e da quella di aver concorso a favorire il reclutamento di giovani donne nigeriane. A Castiglioni, il pm Lorenzo Destro, che ha chiesto la condanna a 6 anni, ha contestato di aver concorso con Godgift a favorire il reclutamento da parte di terzi di giovani donne, consentendo il loro ingresso illegale in Italia per essere destinate alla prostituzione e mettendo a disposizione di Godgift le risorse economiche per finanziare il trasporto delle donne in Italia. Questo è avvenuto tra il maggio e il settembre 2015.

In quello stesso periodo, continua l’accusa, avrebbe favorito o sfruttato la prostituzione in particolare di due donne nigeriane, accompagnandole sulla provinciale Bonifica, controllandole a volte insieme a Godgift. L’uomo, assistito dall’avvocato Barbara Di Donna, respinge le contestazioni.

Oggi, al processo in Corte d’assise, è stato condannato per il solo favoreggiamento della prostituzione. Al processo si era costituita parte civile l’associazione “On the Road”, assistita dall’avvocato Michela Manente.


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