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La Rocca di Arquata riparte,
entro maggio la messa in sicurezza

SISMA - Lotta contro il tempo per l'impresa Sparti Walter ed il direttore dei lavori Domenico Cardamone: l’assoluta gravità delle condizioni in cui versa il manufatto medievale è stata certificata dal Mibact e dalla Sovrintendenza. Costo dell'intervento 300.000 euro, poi si penserà al restauro vero e proprio. Sabato su Rai 3 il patrimonio artistico arquatano protagonista di "Bellitalia"
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La Rocca di Arquata durante i lavori di messa in sicurezza

Terminare i lavori di messa in sicurezza entro maggio. E’ questa la sfida che attende la Rocca di Arquata, uno dei simboli della tragedia sismica che ha colpito il centro Italia, le Marche, il Piceno. E che adesso vuol restare simbolo, ma di rinascita.
La sfida, si diceva, attende soprattutto l’impresa di costruzioni Sparti Walter, a cui è stato affidato il delicato compito: l’assoluta gravità delle condizioni in cui versa la rocca medievale è stata infatti rilevata dal Mibact e dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali rappresentata dall’architetto Domenico Cardamone – progettista e direttore dei lavori – che ha constatato come le scosse telluriche del 2017 abbiano peggiorato la già grave situazione in cui si trovava la fortezza dopo il sisma del 24 agosto 2016.

Alla richiesta di pronto intervento ha risposto con estrema urgenza Sparti, che con la sua esperienza nel campo delle ristrutturazioni e nel restauro conservativo anche di beni culturali, nei prossimi tre mesi si occuperà della messa in sicurezza di quello che è rimasto del fortino del XII secolo, che fra il 1420 ed il 1435 fu anche residenza della regina Giovanna d’Angiò. Un lavoro da 300.000 euro.

 «Abbiamo reso praticabile l’unica via d’accesso alla rocca, stoccato i materiali recuperati e portato con dei piccoli mezzi i materiali utili alle lavorazioni; il dislivello di circa 57 metri rispetto al passo carrabile e l’impossibilità di installare una gru complicano infatti le operazioni di messa in sicurezza ancora più difficile, ma puntiamo a realizzare tutto nei tempi stimati» spiega Simone Sparti, uno dei titolari.
Diversi i crolli e le sconnessioni a cui l’impresa dovrà far fronte. Le coperture interne e le mura di sommità della rocca hanno ceduto a causa del crollo delle merlature ghibelline del mastio quadrangolare e del torrione esagonale. Lesioni anche ai passanti e alle mura di cinta, dove lo spanciamento delle parti sommitarie ha causato anche l’espulsione di altri materiali. I crolli hanno riguardato anche le caditoie delle mensole di camminamento di ronda e le murature del recinto.
«Solo successivamente e dopo la conclusione della fase di messa in sicurezza si penserà al restauro vero e proprio» aggiunge Carlo Birozzi della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che sta ovviamente monitorando il tutto.
Il patrimonio artistico culturale di Arquata sarà protagonista sabato 10 Febbraio alle 11 della trasmissione “Bellitalia” su Rai 3, contenitore che valorizza i beni culturali italiani permettendo di conoscere e conservare la memoria e la storia del nostro paese.

 


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