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La nuova Questura di Fermo
scatena l’ira del sindacato di Polizia

ASCOLI - Inaugurazione ad aprile. D'Eramo, segretario del Sap: «E' una bufala colossale, 60 dipendenti sono pochi e non parliamo della situazione della Stradale. Chiediamo l'invio di un numero congruo di personale e non faremo sconti»

La Questura di Ascoli Piceno

Il sindacato autonomo di Polizia (Sap) interviene attraverso il proprio segretario provinciale di Ascoli, Massimiliano D’Eramo, in merito alla nuova Questura che ad aprile verrà inaugurata a Fermo.

«In un mondo perfetto – scrive  – sarebbe ovvio trasferire un cospicuo numero di dipendenti tali da assicurare il funzionamento di questa importante struttura, affinché tale apertura non appaia solo una mera propaganda non seguita dai fatti per il famoso adagio cambiare tutto per non cambiare nulla. Ma il mondo della Polizia di Stato non è quasi mai perfetto, tanto che siamo venuti a conoscenza, in barba alla esigenza di dare i giusti servizi di sportello ai cittadini fermani nonché la giusta vigilanza sul territorio, che il Ministero dell’Interno intende trasferire poche decine di  dipendenti presso la Questura e un numero di poco più di un palmo di una mano presso la sezione di Polizia Stradale. Insomma a tutti gli effetti una bufala colossale questa Questura, che cambierà nome senza cambiare funzioni. Per far capire ai cittadini quali numeri servono per il corretto funzionamento di una Questura – incalza il Sap – è giusto snocciolare qualche dato: il numero dei dipendenti complessivo che servono per assicurare i servizi minimi (e non senza difficoltà) presso la Questura di Ascoli è di circa 160 unità o, se vogliamo prendere ad esempio una delle più piccole Questure d’Italia, quella di Isernia con circa 140 dipendenti. Ecco la Questura di Fermo, che oggi si compone di poco più di 60 dipendenti aprirà nel mese di aprile 2018 con un numero bel al di sotto delle due Questure in precedenza citate».

«Interpellato il questore di Ascoli e Fermo, dottor Luigi De Angelis, ci ha assicurato che il Ministero metterà in campo un congruo numero di uomini. Ma noi, dispiace dirlo, non ci fidiamo: ne abbiamo viste e sentite tante durante questi anni. Se fossero vere le nostre fonti sul numero di uomini da inviare – spiega D’Eramo – sarebbe una vera follia immaginare, anche solo lontanamente che una Questura possa assicurare una ordinaria turnazione di volante per il controllo del territorio ed al tempo stesso assicurare quei fondamentali servizi istituzionali come la vigilanza della Questura e della Prefettura nonché assicurare i servizi al cittadino quali ad esempio gli sportelli degli stranieri o delle licenze e passaporti con la metà dei dipendenti necessari. Insomma come di questi tempi in voga, l’apertura della Questura di Fermo a noi appare come l’ennesimo fumo gettato negli occhi dell’opinione pubblica da parte dei vertici della Polizia di Stato che sono interessati solo ai titoloni dei giornali di cui farsi vanto. Poco importa se poi i cittadini si lamenteranno quando si accorgeranno che per loro nulla cambierà o che sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici di polizia ricadrà il peso ed il costo di questa ennesima incapacità organizzativa».

E conclude: «Noi a questi giochini non ci stiamo più e chiediamo con decisione l’ invio di 50-70 uomini per l’istituenda Questura di Fermo e una ventina per la neo sezione di Polizia Stradale, che ricordiamo avrebbe alle sue dipendenze l’importante sottosezione di Polizia Autostradale di Porto San Giorgio. I cittadini fermani  hanno il sacrosanto diritto, dopo anni di attesa, di avere una Questura efficiente e funzionante (non finta) e le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia hanno il diritto di lavorare in sicurezza e nel rispetto del contratto di lavoro collettivo. Stavolta lo diciamo chiaramente: non faremo sconti in argomento. Se la Polizia di Stato vuole aprire la Questura a Fermo, la apra come deve essere aperta, con l’invio presso la Questura e la Stradale di un numero congruo di personale oppure abbia il coraggio di dire che tutto questa è solo l’ennesima manovra pubblicitaria che nulla ha a che vedere con l’interesse dei cittadini che dovrebbe servire. A chi ci eccepirà del Ministero che le Questure piccole non hanno la priorità, oggi rispondiamo: vi sono bastati i fatti di Macerata per capire che in qualunque territorio, in qualsiasi momento, la sicurezza dei cittadini può essere messa a repentaglio o avete bisogno di altre ennesime dimostrazioni? A noi è bastato e crediamo che non esistano città di serie A o di serie B, che non esista una sicurezza di serie A o di serie B. Il cittadino di Fermo o di Ascoli ha diritto ai giusti servizi da parte della Polizia di Stato così come il cittadino di una grande città, poiché uguali sono i soldi che essi versano per contribuire al funzionamento dello Stato».


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