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Pozza e Umito a colori
Il Carnevale degli Zanni
batte il maltempo (Foto e video)

ACQUASANTA TERME - Spettacolo nelle due frazioni per una delle rievocazioni carnascialesche più antiche. Nonostante la minaccia della pioggia, il corteo è partito con tanto di diavolo, sposi e delle immancabili maschere dall'alto cappello conico. Presenti anche il sindaco Stangoni, il vice Capriotti e l'assessore Ionni
Umito, la partenza del corteo degli Zanni

di Luca Capponi 

(foto e video di Andrea Vagnoni)

“Uno sconosciuto da conoscere”. Uno che non ha nulla da invidiare ai colleghi più “illustri”, come, ad esempio, Ascoli e Offida. Anzi. Gli Zanni del Garrafo vantano origini millenarie che ancora resistono. E come dice Ascenzio Santini, uno degli storici animatori della kermesse e autore di una interessante pubblicazione sul tema, diventa fondamentale «contribuire al mantenimento ed alla conoscenza del patrimonio materiale e immateriale che c’è stato tramandato dai nostri avi a costo di grandi sacrifici e qualche volta anche a costo della vita».

Gli Zanni 

E allora spazio al diavolo, ai militari, all’organetto e agli sposi ma soprattutto al gruppo degli “zann”. Che nel pomeriggio di sabato 10 febbraio sono tornati a “colpire”, nonostante il meteo incerto, in quel di Umito e Pozza. Frazioni di Acquasanta Terme tra le più danneggiate dal terremoto, ma che non hanno mai alzato bandiera bianca.  Lo ha ribadito pure il sindaco Sante Stangoni, anch’egli coinvolto nella mascherata insieme al vice Luigi Capriotti e all’assessore Elisa Ionni, nei panni della (splendida) sposa.
Prima di cimentarsi con il corteo, premio agli amministratori ed al presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani, uno dei primi a credere nelle potenzialità di questo Carnevale a metà tra mito e leggenda, tra rito propiziatorio e messa in scena. Gli “Zann”, contraddistinti dall’alto cappello conico, dalla mitica staiola e dagli sgargianti colori, accompagnano la sfilata da Umito a Pozza. Con la benedizione di figure emblematiche come Eraldo Troli e Alberto Ciampini, l’artista delle staiole.
Una rievocazione che riconcilia con lo spirito più vero del Carnevale e che, se indirizzata a dovere, vanta grandi potenzialità. Le stesse di un territorio che, mai, ha alzato bandiera bianca. Neanche dinanzi al terremoto.

 


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