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La paziente morì dopo l’intervento,
chirurgo condannato a un anno e sei mesi

ASCOLI - La difesa attende la motivazione della sentenza per fare appello. I fatti risalgono al 2010. Riconosciuto anche un risarcimento danni alle parte civili

E’ stato condannato a un anno e sei mesi un chirurgo operante in una struttura privata sambenedettese. Era accusato di omicidio colposo a seguito del decesso di una paziente avvenuto nel giugno del 2010. La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio dal giudice Marco Bartoli che ha riconosciuto una provvisionale alle parte civili, rispettivamente, di 40mila e 75 mila euro. La pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 2 anni. La signora fu operata dal medico, difeso dall’avvocato Mauro Gionni, per la riduzione di una massa sull’addome (in gergo tecnico: laparocele permagno) ma, secondo l’accusa, qualcosa sotto ai ferri andò storto.

Il tribunale di Ascoli (foto Vagnoni)

In particolare viene contestata la decisione di procedere, dopo aver tentato un intervento in laparoscopia, tramite la tradizionale apertura (laparotomia). Tuttavia la paziente, già in partenza ad alto rischio di stress respiratorio, non era stata “preparata” adeguatamente a tale tipo di opzione. Inoltre al chirurgo viene contestato di aver svolto, contemporaneamente, sempre sulla stessa paziente, anche un altro intervento di riduzione del grasso in eccesso sull’addome con finalità esclusivamente estetiche e ritenuto controindicato viste le condizioni della donna. Dopo l’operazione la donna accusò gravi complicanze al punto di dover essere trasferita in rianimazione all’ospedale Mazzoni di Ascoli dove purtroppo a distanza di 40 giorni dal primo intervento morì. La difesa è intenzionata ad appellare la sentenza una volta che saranno rese note le motivazioni.


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