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L’opposizione attacca, sindaco e vice rispondono
A Montegallo si litiga nonostante i problemi

LA POLEMICA - I consiglieri di minoranza Rossi, Perotti e Mori denunciano al prefetto l'incompatibilità di Pignoloni e alcune spese legali del primo cittadino Fabiani. La difesa: «E' tutto a norma, polemiche strumentali». Domenica 22 aprile si celebra la partenza delle 29 casette a Balzo
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di Luca Capponi 

A Montegallo sta per arrivare una domenica (22 aprile) di festa per le 29 unità abitative da inaugurare a Balzo, ma si continua a litigare. Da una parte l’attacco dell’opposizione con i consiglieri Andrea Rossi, Roberto Perotti e Claudia Mori, dall’altra il sindaco Sergio Fabiani ed il vice Tiziano Pignoloni. Materia del contendere, la presunta incompatibilità di quest’ultimo e alcune spese legali sostenute da Fabiani. Per tali motivi, i tre consiglieri hanno scritto al prefetto Rita Stentella: «Chiediamo il suo intervento affinché venga ripristinato il regolare funzionamento dell’Organo Consiliare del predetto Comune» scrivono i tre, che hanno proposto la mozione di sfiducia a Pignoloni «per ritenuti motivi di incompatibilità/conflitto d’interesse tra la carica ricoperta e il ruolo di gestore della Piscina Comunale attraverso convenzione con società della quale il vice sindaco è socio e quello di gestore del Camping Vettore dell’Unione Montana del Tronto della quale il Comune di Montegallo è ente partecipe. Detta mozione non è stata discussa, né posta ai voti».
«Non è vero, si parla di un atto risalente ormai all’anno scorso. -ribadisce Pignoloni- La mia presunta incompatibilità è stata già discussa, votata e rigettata dal Consiglio comunale, non capisco perché Rossi, Perotti e Mori parlino senza aver letto gli atti».

Il sindaco di Montegallo Sergio Fabiani

Ma i consiglieri, che hanno disertato il consiglio di giovedì 19 aprile, non mollano la presa: «Si segnala inoltre la vicenda delle spese legali sostenute dal sindaco per il patrocinio dell’avvocato Francesco Marozzi del Foro di Ascoli e deliberate dalla Giunta Comunale nel dicembre del 2017 in relazione alla difesa dello stesso sindaco nel procedimento penale n.4281/2011 concluso con sentenza del GUP di Ascoli Piceno dell’1/10/2014. Dagli atti messi a disposizione dagli Uffici Comunali emerge infatti che la parcella del legale non è stata preventivamente munita di parte di congruità da parte dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli, quindi non è dato sapere se gli importi portati dalla parcella fossero congrui e se tutte le competenze fossero effettivamente dovute, atteso che la richiesta di non luogo a procedere è stata fatta direttamente dal Pubblico Ministero e pertanto è apparso eccessivo che una fase dibattimentale e decisionale siano costate all’ente 2.691,00 euro oltre imposte, per una istruttoria e una discussione che in realtà non ci sono state (ciò è quanto emerge dal verbale». «La delibera di Giunta, poi, non appare corretta sotto il profilo normativo, poiché in essa si dispone il rimborso delle spese sostenute da Fabiani presupponendo che abbia effettivamente pagato la parcella al legale e abbia poi richiesto la restituzione somme all’ente. -continuano- In realtà è emerso che il professionista ha fatturato direttamente all’ente, il che oltre ad apparire non conforme alla norma, potrebbe profilare irregolarità fiscali. Non esistevano i caratteri dell’urgenza, atteso che la liquidazione di competenze ad un professionista appaiono sfornite di tale requisito essendo peraltro stata liquidata dopo anni».
Anche qui, la risposta di Pignoloni è pronta. «C’è una sentenza dello stesso tribunale di Ascoli in cui si sancisce che il fatto non sussiste, anche qui siamo alle solite: la minoranza non si informa e non legge gli atti, creando solo polemiche strumentali».


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