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Furti e incontri a luci rosse,
badanti e anziani
faccia a faccia in tribunale

ASCOLI - Si è svolto l'incidente probatorio tra le due rumene accusate di furto e le vittime dei raggiri. La difesa: «E' stata confermata l'inattendibilità delle persone offese»
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Il palazzo di giustizia (foto Vagnoni)

Si è svolto questa mattina in tribunale, davanti al gip Annalisa Giusti, il confronto tra cinque anziani e le due badanti rumene accusate di furto a danno degli stessi vecchietti e finite in manette lo scorso 20 marzo. E’ stata la Procura a disporre l’incidente probatorio (il cui esito avrà valore di prova al processo) vista anche l’età molto avanzata delle presunte vittime. Le badanti sono ancora sottoposte a misure restrittive in un caso al carcere di Teramo e in un altro ai domiciliari. Secondo l’accusa le due donne, rispettivamente di 50 e 27 anni, avrebbero raggirato gli anziani con lo scopo di asportare poi dalle abitazioni soldi e preziosi. Nella storia, inoltre, non mancherebbero nemmeno risvolti piccanti, come ammesso anche dai protagonisti, con le donne rumene che sarebbero poi state “ricompensate” dagli arzilli vecchietti con soldi e regalie. La difsea della badante più giovane (A.O.R.), rappresentata dall’avvocato Emiliano Carnevali, affila le armi e punta su una nuova perizia.

Emiliano Carnevali

«L incidente probatorio ha confermato la più totale inattendibilità delle persone offese. È risultata sin troppo evidente la difficoltà nel rielaborare compiutamente il vissuto ed i fatti oggetto di processo -afferma il penalista ascolano- Ritengo che prima di disporre l’incidente probatorio, la Procura avrebbe dovuto valutare la necessità di una perizia finalizzata a valutare l’attendibilità e la capacità a testimoniare degli anziani. Mi riservo di formulare apposita istanza nei prossimi giorni. Nel merito della vicenda continua a difettare del tutto sia la prova che i furti si siano effettivamente verificati sia chi li ha compiuti».

r.p.

 

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