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Edilizia pubblica, il Comune non indica aree
Scontro in aula tra Castelli e Allevi

ASCOLI - Vivace partenza del Consiglio comunale. Il consigliere Pd: «Così non si combatte il crollo demografico». Castelli: «E' la Regione che prevede il consumo zero di suolo». La pressione fiscale e tributaria rimane invariata rispetto al 2017. Caso Ama Aquilone: il Comune offre un altro edificio più lontano da discarica e deposito di esplosivi
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di Franco De Marco

Come si può fermare il crollo demografico di Ascoli? Se ne è parlato questa sera, in apertura del Consiglio comunale, quando è stato preso in esame il primo punto all’ordine del giorno riguardante “Verifica delle quantità e delle qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie e determinazione dei relativi prezzi di cessione”. Una delibera propedeutica  al bilancio di previsione 2018-2010 preso in esame poco dopo.

Gli assessori Luigi Lattanzi e Daniele Gibellieri

«Non c’è alcuna area a disposizione. – ha detto l’assessore comunale Luigi Lattanzi – Lo ha verificato l’istruttoria dei nostri ufficio». Discorso chiuso? No. Nemmeno per idea. Ci ha pensato l’ex sindaco Roberto Allevi, dai banchi del Pd, ad accendere la miccia. «Ma come? – ha detto – Vogliamo combattere la fuga da Ascoli e l’Amministrazione comunale non prevede alcuna area da destinare all’edilizia economica e popolare?  Così viene meno ad un suo sacrosanto dovere morale. Come si fa, infatti, a venire incontro soprattutto alle giovani coppie che cercano casa? In passato si è sempre cercato di favorire l’edilizia economica e popolare. Oggi no. L’Amministrazione comunale ha il dovere di dare risposte. Non mettendo a disposizione alcuna area, nemmeno un metro quadrato, inoltre, per forza di cose poi si perderanno anche le opportunità offerte dalla Regione per questo tipo di edilizia. «Noi – continua Allevi – lo avevamo detto anche al coordinatore del nuovo Prg, il prof. Pierluigi Cervellati, che bisognava prevedere aree per l’edilizia pubblica. Invece niente. Però è stata prevista tanta edilizia privata nell’area ex Sgl Carbon. E’ una sconfitta storica della città».

Si accende il dibattito. Parlano in tanti. A difendere la maggioranza ci pensa il sindaco Guido Castelli: «Ma come? – afferma – Allevi non sa che la stessa Regione ha dato, come direttiva, il consumo zero di nuovo territorio puntando invece sull’invenduto, sulla riqualificazione e sul ripristino? Prendo atto che il Pd adesso si dichiara a favore della cementificazione come avvenuto lungo la Vallata del Tronto. Noto un cuore rosso molto attento al calcestruzzo. Nell’area ex Sgl Carbon sono stati previsti 300.000 metri cubi, ma se ne potevano prevedere 800.000.  Noi  non vogliamo la cementificazione. Il crollo demografico è un problema comune a tutte le città dell’interno».

Botta e risposta. Altri interventi. Il punto viene approvato con 22 voti, contro 7, astenuti 2. Il dibattito è finito ma il problema, molto serio, e di lunga data, resta. E’ certamente il caso di approfondirlo. Il crollo del numero dei residenti appare inarrestabile. In tanti, se devono trovare casa, scelgono Folignano, Castel di Lama, Maltignano, eccetera. La città, scesa sotto il 50.000 abitanti, in particolare il centro storico, rischia di svuotarsi.

Lo stesso Lattanzi ha introdotto successivamente il punto 2 riguardante l’approvazione del piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani. Ed ha ribadito, con soddisfazione, che Ascoli, nonostante debba portare i rifiuti a Fermo a causa della chiusura della discarica di Relluce, può mantenere invariata la Tari, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. «Grazie alla collaborazione dei cittadini – ha sottolineato Lattanzi – la raccolta differenziata ha raggiunto il 66%. Il costo complessivo del servizio è di 10.635.000 tutto coperto dagli introiti». La maggioranza comunale, sindaco in testa, sventola il risultato di una politica fiscale e tributaria che nel 2018 vedrà invariato l’onere a carico dei cittadini. Le aliquote Tari, Imu, Tasi, Tosap, Pubblicità e Pubbliche affissioni e Irpef, infatti, resteranno le stesse del 2017. Il dibattito si scalda sulla discarica di Relluce con accuse e contraccuse. Il sindaco torna anche sul caso Ama Aquilone struttura in trincea per il recupero dei tossicodipendenti. «Noi – ha detto – siamo i primi a sostenere questa associazione che svolge un servizio prezioso. Gli avevamo messo a disposizione un edificio che è vicino alla discarica e ad un deposito di esplosivi. Andava tutto bene.

La comunità Ama di Valle Orta

Poi però quando Ama Aquilone, senza dirci niente, nell’ottobre scorso, ha ottenuto dalla Regione di diventare struttura di carattere sanitario a questo punto la sua collocazione è diventata impossibile. Le cose sono due: o può coesistere e o può coesistere. Se non può coesistere o si sposta Ama Aquilone o si sposta la discarica. Noi, comunque, abbiamo offerto, gratuitamente, ad Ama Aquilone un’altra struttura più  lontana da discarica e deposito di esplosivi. Stanno valutando. Penso che il problema si può risolvere. Non accetto però la strumentalizzazione del sindaco di Appignano del Tronto».


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