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Investire nel Piceno conviene
Tante agevolazioni, possibile svolta

ASCOLI - Mai come oggi ci sono stati tanti aiuti per chi vuole investire: area di crisi, terremoto, credito d'imposta, beni strumentali e zona franca. Paolo Zappasodi (Confindustria): «I nostri imprenditori stanno dimostrando una positiva vivacità»
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di Franco De Marco

Oggi, per le imprese, investire nel Piceno conviene. E anche molto. Esiste una serie di agevolazioni come mai accaduto se non tornando forse nella preistoria con la ex Cassa per il Mezzogiorno. I dati sono eloquenti. E’ una congiuntura epocale i cui benefici si stanno facendo già vedere e ancora di più si faranno vedere nei prossimi anni. Confindustria Centro Adriatico Ascoli-Fermo, che ha il polso della situazione, è ottimista.
«E’ vero, dopo tanti anni di silenzio, siamo in un momento favorevole -commenta Paolo Zappasodi che in Confindustria Centro Adriatico è il responsabile del Servizio politiche comunitarie, fiscale e credito- grazie ai sostegni all’economia da Ue, Stato e Regione. E i nostri imprenditori stanno dimostrando una vivacità confortante. Confermo, dal mio punto di osservazione, una rivitalizzazione in atto nell’economia picena nonostante le tante crisi e il terremoto».

La ex cartiera di Ascoli (foto Vagnoni)

Come noto, dal febbraio 2016 per 40 Comuni delle Province di Ascoli e Fermo e 13 Cassa del Mezzogiorno  della Provincia di Teramo è scattato il riconoscimento di Area di crisi industriale complessa. «Abbiamo lavorato alacremente con Regione e Ministero, sul bando nazionale e su quello locale, e il sistema territoriale ha dimostrato una vitalità importante», fa notare Zappasodi.
Nell’ambito del bando nazionale, per iniziative di grandi dimensioni, sopra al milione e mezzo, ci sono al momento 9 progetti in fase istruttoria per un investimento totale di oltre 32 milioni con nuova occupazione per 121 unità. Da notare con soddisfazione che, rispetto alla Val Vibrata, l’altro territorio interessato a questo grande progetto di riconversione e riqualificazione industriale, il Piceno ha 9 progetti mentre l’Abruzzo 7. Finalmente il Piceno si sta “svegliando” sul fronte delle progettazioni da sempre ritenuto, dalla Regione, un punto di debolezza?
Per quanto riguarda il bando regionale, riguardante progetti sotto il milione e mezzo, per il quale la Regione sta esaminando le pratiche, sono state registrate più di 86 iniziative per metà start up e metà di ampliamento e diversificazione produttiva. Sono previsti in questo caso più di 44 milioni di investimenti con una forte ricaduta sull’occupazione al momento non quantificabile.
Poi c’è la partita sisma. La Commissione Europea ha infatti da poco approvato la misura del credito d’imposta, al momento valida fino al 31/12/2019, per l’acquisto di nuovi beni strumentali nell’area del cratere del terremoto. Si tratta della stessa agevolazione prevista oggi solo nelle aree del Mezzogiorno. Il che è quasi “rivoluzionario”. Un nuovo filone di aiuti che sta per partire. Il plafond è di 44 milioni.
Non bisogna infine dimenticare l’istituzione della Zona Franca Urbana (Zfu) da sempre sostenuta con tenacia da Confindustria Centro Adriatico. Alla chiusura del primo sportello i beneficiari, nell’area del cratere, sono risultati, in tutti i 140 Comuni di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, oltre 6.400. Per un totale di agevolazioni, ovvero esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito da lavoro autonomo, pari a 275 milioni.
Confindustria Centro Adriatico ha opportunamente proposto di incrementare la soglia degli “aiuti di importanza minore” da 200.000 a 500.000 euro visto che la maggior parte delle agevolazioni post sisma sono assegnate secondo il Reg. 1407/2013/Ue (c.d. “de minimis”).
E si stanno predisponendo altri bandi per ulteriori aiuti al territorio con nuovi e aggiuntivi Fondi europei. Si riuscirà ad invertire davvero una tendenza che sembrava drammatica e dare nuovo ossigeno all’economia picena? I presupposti questa volta sono molto molto concreti. Basta piagnistei e alibi. La sensazione è che, se c’è naturalmente la volontà e la capacità degli imprenditori, si può davvero “svoltare” e ridare respiro all’economia picena aprendo un nuovo ciclo storico. Il treno potrebbe non passare più.

(nella prossima puntata “Il ruolo dei pensionati nella crisi economica picena”)


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