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Crisi e lavoro, parola ai pensionati
«Ascoli invecchia, gli anziani siano risorsa»

LO SPECIALE - La parola al segretario dello Spi Collina: «Abitanti sotto le 50.000 unità ed età media di 47,6 anni, terribile il rapporto tra le nascite (310) e i decessi che sono quasi il doppio (605). Ridisegnare la città può offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani a partire dai temi legati all’invecchiamento attivo»
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di Pietro Frenquellucci 

Il tessuto sociale del territorio tiene anche dal punto di vista economico grazie alle famiglie e ai pensionati, che costituiscono un vero e proprio ammortizzatore sociale. Parola di Giancarlo Collina, ex segretario generale della Cgil e oggi responsabile del Sindacato pensionati italiani (Spi) della stessa organizzazione sindacale che, in una riflessione a tutto campo sui grandi temi di rilevanza territoriale e cittadina, ha disegnato il quadro esistente. «La città è scesa sotto i 50.000 abitanti e l’età media è di 47,6 anni. Il 27,2% supera i 65 anni di età e il 61% ha tra i 14 e i 65 anni. -ricorda Collina- Terribile il rapporto tra nascite (310) e decessi, che sono quasi il doppio vale a dire 605. In questo quadro i pensionati sono il 39,4% indicando quindi lo scenario di una città che invecchia che, da un lato, ha un bisogno assoluto di giovani e, dall’altro, di pensare agli anziani come una risorsa».
E Collina aggiunge: «Se poi facciamo riferimento al centro storico, quello dentro le mura, la popolazione tocca i 10.000 residenti di cui 3.000 sono anziani. Il terremoto, poi, ha cambiato ulteriormente i parametri di riferimento. Sarebbe utile, quindi, in questo momento, una puntuale verifica del patrimonio abitativo pubblico e privato ed avere, ad esempio, alcuni dati per conoscere quante volumetrie sono disponibili e quante sono a norma dal punto di vista sismico».

Giancarlo Collina ad una manifestazione

Secondo lo Spi «una città come Ascoli dovrebbe essere fruibile da anziani, bambini e disabili e quindi avere un centro storico vivibile, senza traffico e capace di sviluppare nuovo lavoro e interesse turistico. Per fare ciò forse è necessario accompagnare la chiusura progressiva del centro storico migliorando il trasporto pubblico locale con minibus o sperimentando il trasporto a chiamata. Così facendo miglioreremo l’ambiente e la fruizione dei vari percorsi culturali e turistici». Per giungere poi a una riduzione dei costi degli affitti e allo sviluppo di un aiuto reciproco, Collina pensa a formule abitative di cohousing, o la convivenza di persone anziane in diversi appartamenti di un complesso abitativo, o “l’adozione” da parte di anziani di un giovane universitario. «La spesa collettiva -continua il segretario- e l’acquisto solidale potrebbero stimolare quelle piccole attività che sono presidi di sicurezza e servizi indispensabili soprattutto per la popolazione anziana e che insieme al vigile di quartiere possono rendere più sicura la città. E ridisegnare una città può offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani a partire dai temi legati all’invecchiamento attivo (assistenza domiciliare integrata e altro, ndr). L’università di Architettura potrebbe essere di grande aiuto per la riqualificazione del centro storico e per tutta la città, sia nella fase di elaborazione per una maggiore vivibilità e un maggior sviluppo e, con l’aiuto delle istituzioni, per allargare l’offerta di studio attraendo studenti di altre realtà».
«Città di 50.000 abitanti come Ascoli e San Benedetto non possono pensare a crescere numericamente a discapito delle aree interne, dei borghi e dei paesi che continuano a perdere popolazione a causa del terremoto, della mancanza di iniziative, di sviluppo e di una ricostruzione di cui non si vede traccia. -conclude Collina- Un forte coordinamento politico e una forte interlocuzione con i corpi intermedi potrebbero essere di aiuto per superare campanilismi, per osservare il territorio in un’ottica di sistema, a partire dai vari turismi, con il coinvolgimento delle aree interne portatrici di interessanti beni naturalistici».

(nella prossima puntata, l’intervista al presidente della Provincia D’Erasmo)  


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