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Minacce ed estorsione di denaro
ad un avvocato sambenedettese,
condannati padre e figli ristoratori

ASCOLI - Tre anni e mezzo di carcere ciascuno a seguito della sentenza che è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Marco Bartoli. I fatti risalgono al 2013 e presero avvio dalla denuncia della vittima

Il palazzo di giustizia (foto Vagnoni)

Sono stati condannati a tre anni e mezzo di carcere tre ristoratori campani residenti a San Benedetto accusati di estorsione a danno di un avvocato sambenedettese. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Marco Bartoli con a latere Annalisa Giusti e Barbara Pomponi. L’accusa rappresentata in aula dal pm Lorenzo Destro aveva richiesto una pena di 4 anni. I fatti risalgono al 2013 quando i tre (padre e due figli) finirono in manette (il più piccolo ai domiciliari) dopo la denuncia dell’avvocato. Il legale aveva raccontato alle forze dell’ordine di aver consegnato, sotto reiterate minacce di morte e di percosse nonché paventando il possibile intervento di esponenti della “camorra”, in diverse occasioni somme di denaro pari a 11.000 euro in contanti oltre ad un assegno in bianco  poi incassato per 12.000 euro. Inoltre aveva denunciato un’ incursione nello studio legale in sua assenza mettendolo a soqquadro. La difesa dei tre imputati aveva negato l’estorsione puntando invece a derubricare il reato in quello di “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.


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