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Whirlpool rassicura: «Comunanza
diventerà polo delle lavasciuga
Investiremo 14 milioni in tre anni»

LA CRISI DEL LAVORO/5 - Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Mentre i sindacati sono sul piede di guerra dopo l'annunciato addio alla produzione di Aqualtis, l'azienda dice: «Potenzieremo la fabbrica»
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L’incontro al Ministero dello Sviluppo economico sulla Whirlpool

di Maria Nerina Galiè

Somiglia alla storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno quanto emerso ieri, e relativamente allo stabilimento di Comunanza in particolare, dall’incontro avvenuto al Ministero dello sviluppo economico tra vertici della Whirlpool, istituzioni e organizzazioni sindacali per fare il punto sul piano industriale, ormai prossimo alla scadenza, e per anticipare le strategie del triennio 2019-2021. E’ l’anticamera per lo smantellamento, già nell’aria da tempo e programmato secondo precise strategie politiche, è stato il commento di sindacati, lavoratori e cittadini, i quali sia verbalmente che sui social lamentano anche un grave disinteresse da parte delle istituzioni. «Crediamo in Comunanza e per questo investiremo 14 milioni di euro dal prossimo triennio», esordisce Alessandro Magnoni, direttore comunicazione e rapporti governativi Whirlpool Emea. 

Tutto poggia sull’annuncio dello spostamento della piattaforma della storica lavatrice top di gamma Aqualtis a Napoli dal 2019. 

La lavatrice Aqualtis da sempre prodotta nel Piceno

 «Tolgono un quarto della produzione ad uno stabilimento che già lavora al 60% delle ore e affidano il nostro futuro all’imprevedibilità del mercato», tuonano i sindacati.  «Fa parte del piano aziendale 2015-2018 di caratterizzare ogni sito di una sua peculiarità – spiega Magnoni – nell’ottica di una riorganizzazione dei 6 siti industriali, a ciascuno dei quali è stata assegnata una missione specifica e sostenibile. Comunanza sarà il polo delle lavasciuga, Napoli sarà quello delle lavatrici».   Il piano 2015-2018 prometteva all’unità produttiva picena l’impiego di 60 milioni di euro dei quali però sono stati spesi soltanto 10. Non conferma né smentisce il dirigente che però precisa: «Non ho i numeri, ma sono state aggiunte due aree di investimento, una sulla gamma Hotpoint Natis e l’altra sulla Bauknecht. Per il prossimo triennio, a Comunanza sono destinati 14 milioni di euro, più che in tutti gli altri siti, e per un nuovo strumento strategico a sostegno di un mercato nel quale siamo leader. Nell’area Emea la nostra lavasciuga registra il 30 % del market share. Potenzieremo Comunanza per mantenere il primato. Come ho detto giorni fa, noi siamo sereni».  Nota dolente, il nuovo percorso andrà a generare 130 esuberi. «Voglio essere chiaro – dice ancora Magnoni – la proroga degli ammortizzatori sociali dopo il 2018 è condizione essenziale per portare avanti il nuovo piano che, per forza di cose, produrrà eccedenze di personale».  Alla domanda, se questo non dovesse avvenire, risponde: «C’è tempo per pensarci». Il prossimo 6 luglio è previsto un altro confronto al Mise, dove le parti andranno avanti con le trattative. Avere certezze governative per quella data è l’auspicio di tutti, il supporto dalle istituzioni territoriali è quanto vorrebbero i lavoratori piceni.  Sempre a proposito del bicchiere pieno a metà: l’assessore regionale alle attività produttive Manuela Bora ha dichiarato, in un comunicato stampa, che la Regione Marche ha partecipato al tavolo di coordinamento al Mise con un suo rappresentante, di cui però nessuno, dei sindacalisti di Comunanza presenti, si è accorto.  

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