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Whirlpool, si torna al lavoro
nella fabbrica che viaggia
a scartamento ridotto

COMUNANZA - Dai fasti di Merloni al ridimensionamento imposto dagli americani. Riapre lo stabilimento condannato a perdere il gioiellino "Aqualtis"
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Lo stabilimento

di Maria Nerina Galiè

I dipendenti Whirlpool dello stabilimento di Comunanza lavorano al 60 % delle ore, come stabilito dai contratti di solidarietà accettati da qualche anno e che prevedono, da gennaio, 8 giorni di fermate collettive al mese in aggiunta alle fermate di una settimana ogni due per turno. E’ per questo motivo che le maestranze si ritroveranno soltanto martedì mattina sul posto di lavoro, a scambiarsi pareri e preoccupazioni riguardo piano industriale 2019-2021 che stabilisce per il plant piceno lo spostamento della piattaforma Aqualtis a Napoli, con il conseguente aumento degli esuberi fino a 130 unità e, in contropartita, investimenti pari a 14 milioni di euro per potenziare la produzione delle lavasciuga. Sempre martedì mattina i rappresentanti sindacali locali dovrebbero riunirsi per esaminare le possibili conseguenze e gettare le basi per una trattativa. 

Nel frattempo non sono mancati reazioni e commenti di lavoratori e concittadini. Per quanto sorpresi, molti avevano già l’impressione che fosse tutto organizzato. Altri danno sfogo al senso di abbandono che dicono di avvertire da tempo nello stabilimento comunanzese e nell’intero territorio. Qualcuno affida ai social il suo pensiero: “ricordo quando Merloni mise la prima pietra per costruire lo stabilimento”; “che Napoli fosse intoccabile lo sapevamo e da tempo. Mi domando, ma i nostri politici locali che ne pensano e che ruolo hanno?”. C’è chi consiglia agli operai: “lottate da dentro, non mollate” e “non uscite dai cancelli, finché siete dentro, voi gestite la partita”. 

L’interno della fabbrica

Scendono in campo le segreterie sindacali. Gianluca Fiocco, responsabile del settore degli elettrodomestici della Uilm Nazionale, punta i riflettori sugli esuberi in tutta Italia: «a fine anno in Whirlpool avremo circa 800 esuberi, di cui precisamente 623 nelle fabbriche e 169 negli uffici centrali, al netto di 125 eccedenze che dovrebbero essere riassorbite attraverso due operazioni di reindustrializzazione a Caserta e a Fabriano. C’è bisogno di tempo per riassorbire le eccedenze e purtroppo il decreto legge n. 148 del 2015 pone un limite all’utilizzo degli ammortizzatori sociali a fine 2018 per le imprese che vi fanno ricorso in modo continuativo dal settembre 2015. Trascorso questo periodo le parti non avranno più a disposizione né cassa integrazione né contratti di solidarietà per affrontare le difficoltà ed evitare i licenziamenti. Sottoporremo la questione al Governo che verrà già nel prossimo incontro previsto per il 6 luglio». La questione Comunanza per Fiocco è “molto delicata” e deve essere approfondita e discussa. 

Per Ugl provinciale di Ascoli Piceno, «il ridimensionamento dello stabilimento di Comunanza, già fortemente e negativamente marcato nel piano strategico Whirlpool Italia, subisce un ulteriore colpo che può mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza». 

Intanto, il prossimo 24 maggio, a Fabriano, è previsto un tavolo territoriale a cui parteciperanno le segreterie provinciali dei sindacati, le Rsu dei lavoratori della locale sede ed i referenti Whirlpool. 


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