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La rimozione dei velocipedi,
occasione da sfruttare fra un anno

SAN BENEDETTO - Giro di vite contro le biciclette parcheggiate, o meglio abbandonate, sul suolo pubblico. Avviso apposto dai vigili urbani, poi dopo sette giorni scatta la rimozione con spese a carico di chi dimostrerà di essere il proprietario
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Un vigile urbano ha appena affisso sulle bici parcheggiate sui marciapiedi l’avviso dei 7 giorni concessi per spostarle prima della rimozione (Foto Alberto Cicchini)

di Epifanio Pierantozzi
Eppur ri-muove! Qual novello Galileo Galilei – se pur con la variante di una consonante – il sindaco Pasqualino ha deciso di intervenire a “tutela del decoro urbano” non rimuovendo la sua persona, la giunta e il consiglio intero, bensì togliendo dal suolo pubblico i velocipedi in stato di abbandono o ridotti a rottami.
BENE, BRAVI, BIS – Un plauso – sia detto senza ironia – ci vuole! Però, quando anche l’eco del plauso ha smesso di risuonare (e crediamo sia il caso poiché l’ordinanza sindacale n. 12 è del 22 febbraio scorso, e termina i suoi effetti il 30 maggio prossimo), pensiamo a “quel che ne segue”.
FOTO PADRONALE – Andiamo con ordine. Nell’ordinanza si legge come si potrà rientrare in possesso del velocipede (tenete a mente il termine da CdS, poi spiegheremo cosa è) “previa dimostrazione del titolo di possesso quale ad esempio la chiave del sistema di ritenuta, foto del velocipede etc… pagando 30 euro per spese di rimozione e custodia”. Giusto! Anzi, 30 euro sono ancora pochi. Però… se da tempo tenete d’occhio un velocipede abbandonato nell’aiuola vicino casa, prima di chiamare i vigili farla rimuovere fategli una bella foto. Prima di un anno vi presentate al comando della Polizia Locale con foto e 30 euro in mano, e ne diventate proprietari (anche se c’è il rischio che dobbiate aggiungere dai 25 ai 150 euro per la “violazione dell’ordinanza).
CARO SINDACO… – L’articolo 928 del Codice Civile recita come: “Il sindaco rende nota la consegna (del bene – velocipede – rinvenuto o, nel caso, rimosso, ndr) per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta”. Ecco, non dimenticarlo, perché potrebbero nascere problemi di “tigna”, anche se non di valore.
RI-CICLO –  Detto questo, veniamo a ciò che ci interessa di più: cosa farne dei velocipedi sequestrati, trascorso un anno dalla rimozione, e depositati in “idoneo locale”? Una buona idea sarebbe quella, dopo averle ripristinate e atte alla pedalata, di pittare le due (o più ruote) di blu e darle in dotazione a Sindaco e assessori quale mezzo di locomozione all’interno del territorio comunale. Il tutto dopo una ordinanza, votata dai cittadini, che avverte come: “Avete voluto la bicicletta. Ora pedalate”.
IDEA DA CAVALCARE – Ci sembra molto più realistica l’idea di non buttare i velocipedi rimasti – fra un anno – di proprietà comunale, ma di farne occasione di abbellimento (per la legge del contrappasso) delle piste ciclabili. Proponiamo così di allestire, a ogni inizio estate, uno spazio idoneo dove portare tutti i velocipedi ormai comunali e consegnarli a bambini, studenti di Belle Arti o simili, pittori della domenica o anche semplici cittadini di “buon gusto”, per dare loro la possibilità di utilizzare quel che rimane del velocipede quale “tela”. Siamo sicuri che, mai come in questa occasione, la fantasia avrà modo di sbizzarrirsi e, una volta asciugata la vernice, porre questi “monumenti a pedali” (con tanto di targa dell’artista)  lungo le piste ciclabili del comune per rallegrare chi ne fa uso. 
Nel giro di pochi anni avremo così un museo lungo lungo, colorato e capace di attrarre lo sguardo. 
Siamo sicuri che ci siano altre idee a tal proposito, ma dubitiamo molto che “chi di dovere” siano in grado di capirle, e metterle in pratica.
Infine, come promesso, ecco la definizione di…
VELOCIPEDE – Per l’articolo 50 del Codice della Strada i velocipedi sono: 1) “veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita… ; 2) – I velocipedi non possono superare 1,30 metri di larghezza, i 3 metri di lunghezza e i 2,20 metri di altezza (praticamente una utilitaria! ndr).

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