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Ascoli, Cosmi suona la carica:
«Non giochiamo per il pareggio,
cercheremo di fare il massimo»

SERIE B - Serse: «Quando sono arrivato l'Entella aveva 6 punti più dell'Ascoli, ne abbiamo recuperati 8. Abbiamo molte assenze ma giocheranno altri, non piango prima delle partite». Paroni, portiere dei liguri: «Non c'è nulla di scontato»
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Serse Cosmi con lo slogan del Picchio alle sue spalle che, alla vigilia dei playout, è tutto un programma

di Bruno Ferretti

«Loro hanno visto la morte in faccia, ma noi siamo stati per lungo tempo in sala di rianimazione». Serse Cosmi cerca di sdrammatizzare, con una battuta, la tensione della vigilia. L’allenatore bianconero parla con i giornalisti, dopo l’ultimo allenamento, nella sala stampa del “Picchio Village”. Nei giorni scorsi ha visto i suoi uomini assai tesi e preoccupati, e allora cerca di cancellare la pressione. Il cartello alle sue spalle, con lo stemma dell’Ascoli Picchio, è tutto un progrmma. C’è scritto: “La fiducia non crolla”.

Cosmi, a Chiavari per l’Ascoli può andar bene anche un pareggio?

«Puntare tutto sulla partita di ritorno può essere rischio che non vogliamo correre. A Chiavari giocheremo la nostra partita cercando di otenere il passimo, cioè la vitoria, anche se sappiamo di avere poi il rtorno. Guardiamo cosa è successo in Champions. Il Real Madrid ha vinto 0-3 a Torino e pensava di essere a posto, ma nel ritorno stava perdendo in casa con lo stesso punteggio, fino al rigore dell’ultimo minuto. Noi non siamo il Real Madrid e l’Entella non è la Juve, certo, ma io dico che a Chiavari dobbiamo cercare di raccogliere il massimo».

Hanno cambiato l’allenatore una settimana fa con Volpe al posto di Aglietti…

«Sono rimasto sorpreso, ma non entro nel merito di una questione che non conosco e non mi riguarda».

All’Ascoli mancano tanti giocatori.

«Sì, soprattutto a centrocampo. Vuol dire che giocheranno altri che hanno caratteristiche diverse. Le assenze sono tante e importanti ma non sono uno che piange prima delle partite».

Oltre a Bianchi rientrerà anche Mengoni?

«Mengoni ha avuto dei problemi, ma da due settimane ha ripreso a lavorare con il grupo. E’ guarito ma la condizione non è quella ottimale, comunque è una possibilità che valuto».

E Cherubin?

«Non è ancora pronto, ma credo che potremo recuperarlo per la partita di ritorno».

L’Entella che avversario è?

«Ho visto la partita che ha vinto a Novara e mi ha fatto un’ottima impessione. L’Entella sapeva di giocarsi tutto e ha interpretato la gara nella maniera giusta, concedendo pochissimo all’avversario e lottando su ogni pallone. E’ una squadra che merita rispetto, da affrontare con la massima attenzione. La mia prima partita sulla panchina dell’Ascoli fu proprio contro l’Entella. Ricordo che in classifica aveva 6 punti in più. Abbiamo recuperato 8 punti ma questo adesso non conta. Ci sono due partite fondamentali per raggiungere la salvezza».

Cosmi, come è il morale della squadra?

«Mi è dispiaciuto vedere gente piangere nello spogliatoio dopo lo 0-0 con il Brescia. Dobbiamo essere positivi e fiduciosi. L’Ascoli ad un certo punto sembrava condannato e molti lo consideravano già retrocesso, invece adesso abbiamo la possibilità di giocarci la salvezza. Dipende da  noi. Abbiamo compiuto una grande rimonta e, per come eravamo messi, dobbiamo essere soddisfatti. Peccato solo che nell’ultima partita contro il Brescia non siamo riusciti a completarla vincendo. Ma l’Ascoli ha strameritato di disputare questi spareggi, e dobbiamo crederci».

QUI CHIAVARI – «L’annata non è stata esaltante – ha dichiarato sul fronte ligure il portiere Andrea Paroni, da dieci stagioni a Chiavari e rilanciato dal nuovo allenatore Volpe suo ex compagno di squadra – affermare il contrario sarebbe poco onesto, ma con la vittoria di Novara ci siamo conquistati queste ultime due possibilità di poter mantenere la categoria. Tanti ci avevano già fatto il funerale con largo anticipo ed è stato bello farli ricredere, ma in noi c’è la consapevolezza di non aver fatto ancora nulla. La bellezza del calcio è che non c’è mai nulla di scontato. Le partite vanno giocate sempre, Novara è la dimostrazione».


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