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«Nubrifagio eccezionale,
caduti 33 millimetri in 60 minuti»

SAN BENEDETTO - Secondo il Comune in questi casi "difficilmente possono essere progettati impianti di smaltimento capaci di eliminare gli allagamenti". In arrivo ci sono comunque gli investimenti della ciip per il raddoppio del collettore fognario di via Colombo e la sistemazione della rete intorno al Ballarin
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«Il nubifragio che, nel tardo pomeriggio di ieri, ha interessato la città è stato di intensità notevole: lo confermano i dati forniti dalle stazioni di rilevamento che la Regione Marche ha sul territorio costiero». E’ quello che afferma il Comune in nota in cui traccia il bilancio post “bomba d’acqua” che martedì pomeriggio ha sommerso soprattutto la zona nord. La stazione ubicata in zona Montecretaccio (per l’area di Porto d’Ascoli) ha rilevato, nella fascia oraria dalle 18,30 alle 19,30, la caduta di 15,60 millimetri di pioggia. La stazione ubicata in zona San Francesco di Grottammare, nel cui ambito ricade quindi la zona nord della città, ha rilevato negli stessi 60 minuti ben 33 millimetri, oltre il doppio. Si comprende anche da questo dato come gli effetti siano stati più evidenti sulla zona settentrionale di San Benedetto e di Grottammare.

Ma ancora più significativo è il raffronto con quanto è accaduto nel recente passato in situazioni che presentavano livelli di criticità superiore: il 3 e il 4 maggio scorsi, quando fu diramata dalla Protezione civile un’allerta arancione (ieri l’allerta era solo di colore giallo) caddero in 48 ore in tutto 49,8 millimetri di pioggia con una cumulata massima in un’ora di 9,2 millimetri. Il 14 e 15 novembre 2017 ci fu un’allerta arancione che mutava in rosso subito dopo il Tronto: in quei due giorni caddero in tutto 129,4 millimetri di pioggia con una cumulata massima in un’ora di 19,4 millimetri. Per questo attorno alle 19, il sindaco Pasqualino Piunti si è messo in contatto con il Comando di Polizia Municipale che ha subito messo in campo tre autopattuglie con il compito prioritario di presidiare e, se necessario, chiudere al traffico i sottopassi. Purtroppo, dinanzi a fenomeni di questa portata (con i quali occorrerà fare i conti sempre più di frequente, visti i cambiamenti climatici in atto), difficilmente possono essere progettati impianti di smaltimento capaci di eliminare gli allagamenti. «Questo -fa sapere il Comune- non impedisce di continuare a progettare e realizzare infrastrutture in grado di superare le situazioni di maggiore criticità innovando quelle parti di rete palesemente obsolete e inadeguate.

Il sindaco Pasqualino Piunti

A tale proposito l’attuale Amministrazione comunale guarda con fiducia al piano di investimenti che la CIIP, la società che gestisce il ciclo delle acque, dovrà realizzare nella città di San Benedetto nel 2018 e che comprende diversi interventi, ciascuno dei quali si trova attualmente in una diversa fase di attuazione». Per quanto riguarda la zona nord della città, è stato definitivamente approvato, e quindi è pronto per essere mandato in appalto, il progetto del collettore fognario di via Colombo che consentirà, tra le altre cose, di sdoppiare la linea delle acque bianche (quelle piovane) dal quelle nere (reflui), uno dei problemi atavici che la città si porta dietro e che certamente è una concausa degli allagamenti. Così come sarà soggetto presto a gara di appalto il progetto per le opere di raccolta delle acque meteoriche nella zona compresa tra Statale 16, via Manzoni, via Calatafimi, via Roma, La Spezia e Sanzio, e soprattutto il progetto, del valore di ben 2 milioni di euro, per sistemare la rete fognaria nella zona del Ballarin e nel quartiere Ascolani.

 

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