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Celani contro il governo Lega-5Stelle
Castelli parla di tasse in tv

ASCOLI - I big del centro destra locale alla vigilia della nascita del esecutivo targato Salvini-Di Maio
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Da una parte due affondi pesantissimi sulle “righe” inserite nel contratto di governo tra Lega e 5Stelle sul terremoto. Dall’altra invece un silenzio sui temi caldi della politica nazionale che potrebbe essere giudicato di attesa o premonitore.

Piero Celani (foto Vagnoni)

Parliamo di Piero Celani e Guido Castelli, entrambi di Forza Italia, ma ormai su posizioni distanti anni luce. Celani in un paio di interventi durissimi sulla stampa nazionale (Il Giornale) ha sparato a zero sulla questione sisma. «Questo programma è troppo generico – ha tuonato il vice presidente del Consiglio regionale – non dice nulla. Un progetto serio avrebbe dovuto avere due o tre pagine e parlare, per esempio, di regionalizzazione. Perché è inutile dare poteri ai sindaci se poi sono le Regioni a fare le norme». Celani si è poi detto “sorpreso” dalla “superficialità” con cui grillini e leghisti hanno affrontato il tema terremoto. «Di Maio e Salvini -ha aggiunto- avrebbero potuto mettere nero su bianco che il modello del Pd per l’emergenza e la ricostruzione è stato fallimentare. Avrebbero potuto parlare di tutte le problematiche che stiamo incontrando e di cui sono a conoscenza.

Guido Castelli in tv (foto fb)

Possibile non ci sia nulla nel contratto? Su altri temi sono stati molto più dettagliati rispetto al sisma. Se non hanno le idee chiare, se l’attenzione che ci dedicano è questa, finiremo la ricostruzione tra 20 anni. Grillo parla della ‘generazione container’? Magari avessimo qui l’accortezza che ebbe l’allora governo per L’Aquila».

Sul tema caldo del sisma e del nuovo governo è rimasto alla larga invece il sempre loquace sindaco Castelli che mercoledì a Mi Manda Rai3 ha preferito affrontare temi più “laici”, ma pur sempre attuali come le multe, Imu, Tasi e vessazioni varie. Castelli è stato a Roma anche nella giornata di giovedì proprio nelle ore concitate di formazione del nuovo governo. Solo una coincidenza o segnali di avvicinamento all’esecutivo Di Maio-Salvini in quota Lega?


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