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Filarmonici, trenta e lode
per il concerto di Renzetti e l’acustica
Ascoli, Camerino e Arezzo: patto di solidarietà

ASCOLI - L'inaugurazione musicale del secondo teatro storico della città non poteva avere un momento artistico e sociale più alto. Entusiasmo del pubblico. «Le casette si ricostruiscono, ma senza cultura non si ricostruisce il futuro»

di Franco De Marco

Promozione doppia, con trenta e lode, per l’inaugurazione musicale del Teatro dei Filarmonici. Il concerto di domenica sera dell’Orchestra Filarmonica Gioachino Rossini, diretta da un “mostruoso” Donato Renzetti, è stato semplicemente superlativo. Godimento puro per orecchie e animo. Ecco la musica che dà benessere. Che piace a tutti e che dà sollievo sempre. Pubblico in estasi con applausi a valanga, bravo e richieste di bis come raramente accaduto in città.

Se l’esecuzione musicale, aperta dall’inno di Mameli, dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in Re minore kv 466 (solista Rita Cucè), alle Sinfonie delle opere di Rossini fino al bis finale, struggente, emozionante, con il Nimrod di Edward Elgar, è stata esemplare, l’acustica del Filarmonici si è rivelata ottima con soddisfazione degli “addetti ai lavori”. Ancora da risolvere l’utilizzazione tecnica della buca, con copertura in modo da avere un palcoscenico livellato più ampio,  ma sembrerebbe questione di immediata soluzione. Renzetti, con il suo gesto “minimale”, ben assecondato dalla bravissima Rossini, ha fatto sgorgare un suono incantevole, ricco di colori timbrici e fioriture, perfetto soprattutto nell’esecuzione rossiniana. Insomma il concerto ha dimostrato che il Filarmonici, per la musica, è il luogo ideale grazie pure alla sua struttura raccolta e media (280 posti consentono molto ma non gli eventi di grande richiamo).

La serata aveva un carattere di solidarietà con la raccolta di fondi a favore della ricostruzione dell’Istituto Musicale Nelio Biondi di Camerino distrutto dal terremoto. E il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, con vicino naturalmente quello di Ascoli Guido Castelli, orgoglioso padrone di casa, e Alessandro Ghinelli sindaco di Arezzo città dalla quale è partito il progetto artistico-solidaristico sostenuto da Estra Gas Luce e Piceno Gas Vendita, ha avuto significative parole di ringraziamento. «Iniziative come queste – ha detto con una frecciata al ritardo nell’opera di ricostruzione – ci danno speranza e ci aiutano a puntellare la nostra società. Ma se questa è l’Italia solidale e dal grande cuore altrettanto non si può dire del sistema che langue. Grazie ad Ascoli e ad Arezzo. Speriamo di poter riaprire presto la nostra scuola di musica». «Forza Camerino – ha detto Castelli – colgo l’occasione anche per ringraziare il sindaco di Arezzo, docente di geodinamica, che ho chiamato ad Ascoli, subito dopo il terremoto, per un sopralluogo nelle scuole».  Cucè, ideatrice del progetto “Da Kabul a Camerino solo andata”, abbandonato il pianoforte, è scesa in sala per spiegare con ammirevole passione il collegamento tra Kabul e Camerino. Lei è stata, nel 2005, la prima donna occidentale, dopo 22 anni di guerra, a tenere un recital a Kabul per l’inaugurazione di una scuola di musica locale di cui è stata direttrice artistica. Scuola poco dopo distrutta dalla guerra. Ma le macerie che seppelliscono la cultura, quelle di Kabul come quelle di Camerino, soffocano il futuro. Ecco allora che la musica può riaccendere la speranza. «Si possono ricostruire le casette ma senza cultura non si ricostruisce il futuro», il messaggio che tutti hanno capito e condiviso. E un accorato appello a sostenere la cultura, anche nei momenti più drammatici, è stato lanciato dal maestro Renzetti felice per aver riaperto con la musica il Teatro Filarmonici. Ora speriamo che questo secondo teatro storico della città diventi davvero una casa sempre viva per la cultura bene comune. Beh, che dire. Il concerto di domenica sera è stato un momento altissimo di arte, di solidarietà e di impegno sociale. Per il Filarmonici un viatico ideale.


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