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L’Ascoli rischia di perdere
lo stadio “Del Duca”
La società attacca duramente il sindaco

ASCOLI - Dure accuse nei confronti dell'Amministrazione comunale: "L'errore più grande è stato l’aver creduto che i responsabili della città potessero essere all’altezza dei propri compiti. A Castelli resta uno stadio inadeguato per la categoria, una mancata presa di coscienza dell’importanza dell’Ascoli come veicolo pubblicitario e come indotto per le attività commerciali del territorio, una lontananza costante in occasione del verificarsi di episodi di violenza a danno di tesserati e dirigenti". La Lega di B ha rilevato importanti criticità e attende una risposta entro l'8 giugno da società e Comune

La nuova tribuna est dello stadio “Del Duca” (Foto Andrea Vagnoni)

La società Ascoli Picchio 1898 Spa puntualizza sulla questione stadio. Una puntualizzazione che per i tifosi e l’intera città è qualcosa più di un campanello d’allarme. Dito puntato sull’Amministrazione comunale e in particolare sul sindaco Guido Castelli e sui lavori non ancora portati a termine.

Il presidente Francesco Bellini (Foto Vagnoni)

“A pochi giorni dall’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie B, emergono importanti criticità relative alla questione stadio Del Duca, criticità sollevate dalla Lega B in una missiva inviata a Comune e Ascoli Picchio che dovranno fornire una risposta entro e non oltre il prossimo 8 giugno. In sostanza, in base ai nuovi parametri, il Club bianconero non ha uno stadio che rispetti i criteri stabiliti dalla Lega, tanto che bisognerà indicare un impianto alternativo per la disputa delle partite interne. Per queste ragioni sono ripresi i colloqui col Comune, che nel primo anno di gestione Bellini si era impegnato a costruire uno stadio idoneo che a tutt’oggi non è ancora pronto. Cinque gli incontri avvenuti tra febbraio e maggio 2018 fra Ascoli, sindaco (ha partecipato a quattro incontri), Credito Sportivo e “B Futura” per trovare una soluzione in linea coi criteri infrastrutturali richiesti dalle Licenze Nazionali. Ad oggi non c’è una data ufficiale di riconsegna dei lavori. In questi anni l’Ascoli Picchio ha senz’altro commesso errori di natura sportiva e non, ma ha adempiuto agli obblighi non solo economico-finanziari, ma anche a quelli sociali.

Il sindaco Guido Castelli (Foto Vagnoni)

Da parte del sindaco Castelli resta uno stadio inadeguato per la categoria, una mancata presa di coscienza dell’importanza dell’Ascoli come veicolo pubblicitario e come indotto per le attività commerciali del territorio, una lontananza costante in occasione del verificarsi di episodi di violenza a danno di tesserati e dirigenti. Quattro anni sono trascorsi dall’avvento del presidente Bellini e probabilmente le premesse iniziali sono state troppo idealistiche, ma, fra quelli commessi, l’errore più grande è stato l’aver creduto che i responsabili della Città potessero essere all’altezza dei propri compiti”.

La palla, ora, passa al Comune  e al primo cittadino.

La stizzita replica di Castelli: «Non consento a nessuno di infangare l’immagine di una città»


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