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Don Sante, pastore di anime e partigiano:
gli verrà intitolato il belvedere

ROTELLA - Il Comune accoglie la richiesta del Circolo Acli “Achille Grandi”, dedicando al prete scomparso 30 anni fa lo spazio panoramico a Castel di Croce. Domenica 10 giugno la giornata di commemorazione

Don Sante Nespeca

Uno spazio a Castel di Croce intitolato alla memoria di don Sante Nespeca: lo ha deciso il Comune accogliendo la richiesta avanzata dal Circolo Acli “Achille Grandi” di Ascoli a trent’anni dalla morte del sacerdote che fu protagonista della vita ecclesiale e civile del Piceno.
L’intitolazione avverrà domenica prossima, 10 giugno alle 10, con lo scoprimento di una targa che intitola a don Nespeca il belvedere di Castel di Croce, lo spazio che ospita anche il monumento ai caduti della Resistenza che proprio il sacerdote volle fosse realizzato.
«Abbiamo accolto con favore la richiesta delle Acli -spiega il sindaco Giovanni Borraccini- per legare indissolubilmente la figura di don Sante Nespeca a quella del “suo” borgo, nel cui cimitero oggi riposa in pace. Qui iniziò la sua infaticabile e preziosa attività di sacerdote, qui operò come protagonista della Resistenza, qui volle tornare alla fine della sua vita».

Don Nespeca durante una benedizione

«La figura di don Nespeca -ricorda il presidente del circolo Lanfranco Norcini Pala- è stata per il nostro territorio decisamente di primo piano nella storia del secolo scorso. Egli, nei suoi molteplici ruoli, ha speso tutta la sua vita per il progresso, la giustizia e la libertà, non risparmiando le forze e non scendendo a compromessi. Per le Acli in particolare, di cui fu fondatore nella provincia di Ascoli, rappresenta una pietra miliare ed un riferimento ancora oggi».
All’intitolazione parteciperanno, oltre ai promotori, il consigliere della Provincia Alberto Antognozzi, il presidente dell’Anpi Pietro Perini ed il nipote di don Nespeca, Luigi Laurenzi.
L’evento sarà occasione per ripercorrere la vita del sacerdote nei suoi molteplici ruoli: collaboratore fedele del vescovo Ambrogio Squintani, partigiano, appassionato devoto della Beata Assunta Pallotta, costruttore di chiese, insegnante e guida per tanti giovani, cultore dell’arte, fondatore e primo assistente delle Acli.


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