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Futuro Ascoli, per la vendita
giorni decisivi: siamo ai dettagli
ma c’è il problema dei contratti

SERIE B - Bellini sta valutando con i suoi consulenti le offerte di Bricofer e Re Outside. Chi dovrà pagare calciatori, tecnici e dirigenti? Nel 2019 scadrà la convenzione con il Comune per il Del Duca, fra 9 anni quella per l'uso del "Picchio Village"

di Bruno Ferretti

Giorni decisivi per il futuro dell’Ascoli che l’amministratore unico Francesco Bellini ha messo in vendita. Dopo 4 anni e mezzo l’imprenditore italo-canadese ha detto stop. Ha deciso di cedere la società acquistata il 6 febbraio 2014 all’asta fallimentare. Nei primi giorni della settimana entrante Bellini avrà incontri -auguriamoci decisivi- con i due gruppi che si sono fatti avanti mostrando concreto interesse per la società bianconera rimasta in serie B, dopo un campionato piuttosto deludente, concluso ai playout. Lunedì 11 Bellini e i suoi consulenti si incontreranno di nuovo a Roma con i responsabili della Bricofer Italia Spa, azienda leader del “fai da te” con un centinaio di punti vendita sparsi in tutte le regioni. Il presidente e maggiore azionista è Pulcinelli con il quale ci sarebbe già un’intesa di massima.

Serse Cosmi e Francesco Bellini

La Bricofer vuole rientrare nel calcio di serie B dopo l’infelice esperienza con il Latina di cui è stato main sponsor nonché azionista di minoranza. La società laziale, come noto, due anni fa è fallita. Il giorno successivo ovvero martedì 12, Bellini e i suoi incontreranno (a Rimini) Alex Oliva, l’emissario degli imprenditori che fanno capo alla Re Outside, azienda con sede in Svizzera. Sia Bricofer che Re Outside vorrebbero inserire nel Consiglio di amministrazione della società calcistica un socio ascolano ed entrambe hanno pensato a Giuliano Tosti, la cui passione per l’Ascoli è nota a tutti. Tosti, titolare della Ciam (l’azienda di prodotti per animali) ha rapporti di lavoro con Bricofer. Vivendo ad Ascoli, potrebbe seguire l’Ascoli Picchio da vicino, ed è gradito dai tifosi. In settimana , insomma, si dovrebbe decidere il futuro dell’Ascoli. Bellini dovrà prendere una decisione. C’è anche chi sostiene che l’imprenditore italo-canadese alla fine potrebbe decidere di tenersi la società ancora un anno seguendo i consigli che diverse persone a lui vicini gli stanno dando in questi giorni con una certa insistenza.

Gli aspetti da chiarire con la nuova proprietà riguardano soprattutto i contratti in essere di calciatori (diversi sono pluriennali), tecnici e dirigenti. Saranno tutti a carico di chi compra, si divideranno i costi oppure dovrà essere Bellini a liquidarli prima di vendere? Va anche ricordato che la convenzione dell’Ascoli Picchio per l’uso dello stadio Del Duca scade fra un anno (giugno 2019) e i rapporti con il Comune non sono affatto buoni. L’Ascoli Picchio, inoltre, ha un contratto decennale per l’utilizzo del centro sportivo “Picchio Village” a 220 mila euro annuali. Il primo anno è trascorso ma… ne restano nove. Proprietari dell’impianto, dove si allena la prima squadra e svolge la sua attività il settore giovanile, sono lo stesso Francesco Bellini (70%) e gli imprenditori ascolani Battista Faraotti (20%) e Gianluca Cicoianni (10%). Questi ultimi due erano anche soci dell’Ascoli ma poi sono usciti, come Giuliano Tosti


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