facebook rss

Trappola per l’istrice
sotto al ponte di Santa Chiara
Denunciato bracconiere (Foto)

ASCOLI - In azione le guardia zoofile volontarie della Lac. Nella gabbia trovatio i segni dei resti di un istrice. In precedenza ci era finito anche un gatto

Aveva piazzato una gabbia per la cattura di frodo di animali sotto al ponte di Santa Chiara, ma la trappola non è sfuggita alle guardie zoofile-venatorie della Lac (Lega anti caccia) che hanno individuato e segnalato ai carabinieri forestali il bracconiere. La scoperta della presenza della gabbia-trappola è avvenuta nei giorni scorsi in un fondo coltivato dove le guardie Lac hanno potuto constatare che sicuramente un istrice, animale protetto, vi era stato ucciso visti (aculei) i segni trovati sul posto. Hanno inoltre saputo dell’avvistamento in precedenza di un gatto intrappolato e di cui non si conosce la sorte. «L’utilizzo di trappole e congegni -ricorda Sabrina Simonetti, responsabile provinciale Lac- per la cattura di animali selvatici costituisce un reato tra i più gravi in campo venatorio, un’attività di bracconaggio che purtroppo non viene messa in atto soltanto dai cacciatori, ma molto spesso anche dagli agricoltori per tutelarsi-illegalmente- dagli istrici o dalle volpi. Perciò le guardie della LAC si sono attivate riuscendo a dimostrare la responsabilità della condotta illegale e denunciandone l’autore al Comando dei Carabinieri Forestali, che sono immediatamente intervenuti per il sequestro del mezzo vietato.
La crudeltà dei soggetti che ricorrono a trappole e lacci, per lo più cacciatori o agricoltori che decidono di violare la legge, raggiunge dei livelli ignobili e deprecabili. L’autore del reato, infatti, si è dimostrato talmente privo di scrupoli e di senso morale, da lasciare per ben sette giorni la trappola senza controllo: qualsiasi animale che vi fosse disgraziatamente finito, sarebbe morto di fame, di paura e in balia del maltempo. Ovviamente le guardie hanno monitorato costantemente la trappola per scongiurare questo pericolo.
Ricordiamo che l’istrice -conclude Simonetti- spesso combattuto con questi mezzi, è un animale protetto e che anche la sola cattura è un reato tra i più gravi previsti dalla legge 157/92. Altrettanto gravi sono i reati che si commettono utilizzando le trappole, cioè caccia con mezzi vietati e per di più in periodo di divieto generale, puniti dalla stessa legge. Ricordiamo anche che, oltre all’uso, sono vietate e punite con 200 euro di sanzione, anche la produzione, detenzione e vendita di trappole. Risulta quindi incredibile che questi congegni vengano venduti da qualsiasi negozio o consorzio di agricoltura nell’indifferenza più assoluta e in pieno sprezzo della legalità: solo grazie alla mancanza ormai istituzionalizzata di controlli ciò è possibile nella nostra provincia».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X