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A congresso 400 rotariani,
Borzacchini lascia a Filonzi
Palarotary, burocrazia sotto accusa

ASCOLI - Bilancio straordinariamente positivo per il Governatore ascolano del Distretto 2090. Grande impegno per i territori terremotati. "Progetto Fenice" ad Arquata per dare una casa stabile a imprese e associazioni. Tavola rotonda su come ricostruire e valorizzare

Da sinistra Tommaso Pietropaolo, Valerio Borzacchini e Paolo Nespeca

di Franco De Marco

Quattrocento rotariani, provenienti da Marche, Umbria, Abruzzo e Molise, le 4 Regioni che costituiscono il Distretto 2090 del Rotary e contano ben 3.200 iscritti con 68 Club, partecipano sabato e domenica prossimi, nel Teatro dei Filarmonici,  al 34° congresso distrettuale dell’associazione internazionale che opera al servizio del prossimo.

Oltre a fare un bilancio dell’anno rotariano giunto a conclusione con la fine di giugno, con una sintesi dei tanti progetti di solidarietà portati avanti, e ad approfondire le linee di azione per il futuro, il congresso segna il passaggio delle consegne dal Governatore  ascolano Valerio Borzacchini, architetto, allo jesino Gabrio Filonzi, dentista. Alla vigilia dell’appuntamento Borzacchini, affiancato dal segretario Tommy Pietropaolo, avvocato, e presidente dell’Ordine degli avvocati, e dall’ing. Paolo Nespeca vice presidente incoming del Distretto, traccia un bilancio dell’attività svolta nel corso del suo mandato. Ed è un bilancio molto molto positivo. Addirittura straordinario vista l’azione che si è concentrata soprattutto a favore dei territori colpiti dal terremoto e in particolare di Arquata del Tronto.

«A fine anno – dice Borzacchini  – dovrebbero concludersi i lavori per la realizzazione, dopo il superamento di enormi difficoltà burocratiche, con i fondi raccolti dai nostri club, del Palarotary di Arquata del Tronto. Si tratta di una struttura polifunzionale destinata ad essere la base per il rilancio delle attività produttive colpite dal terremoto». Costo circa 800.000 euro. Al suo interno possono trovare spazi operativi sia imprese sia associazioni varie. Tutti con l’obiettivo di far ripartire, e anche crearne nuova,  l’economia locale. Borzacchini, anche come architetto, punta però il dito contro la burocrazia che sta tardando la realizzazione dell’opera. «Abbiamo dovuto attendere 9 mesi – dice con amarezza – per avere tutte le autorizzazioni. Pensavo, da tecnico, che in 4-5 mesi (la costruzione è iniziata il 22 aprile, ndr) potesse essere conclusa. Invece la burocrazia ha messo i bastoni tra le ruote.  Il “progetto Fenice” sta ora diventando realtà con il contributo dei Club del Rotary. Realizzeremo un edificio definitivo e stabile nel tempo.

Il progetto del PalaFenice

Nel congresso – fa inoltre notare Borzacchini – faremo una riflessione sulla ricostruzione nelle zone terremotate e soprattutto su che cosa puntare per la valorizzazione di questi territori. La priorità, secondo me, sta proprio nel favorire l’attività delle imprese. Grazie al nostro intervento, ad esempio, sono nate imprese di muratori, di donne, eccetera». La generosità dei Club Rotary a favore delle zone terremotate è stata davvero notevole sia in Italia sia all’estero e se non ci fosse stata di mezzo la burocrazia sarebbe stata anche maggiore. «Molti – fa notare Nespeca – ci chiedevano garanzie su progetti e tempi di realizzazione. Pronti ad investire anche 50-100.000 euro. Ma non c’erano gli interlocutori affidabili. Cosa penso della ricostruzione? Io, invece delle casette, che costituiscono un marchio negativo per il turismo, avrei realizzato villaggi turistici che, una volta abbandonati dai terremotati, avrebbero potuto ospitare i turisti».

Se lo sforzo a favore delle popolazioni colpite dal terremoto è stato preminente, Borzacchini sottolinea altre iniziative significative portare avanti nel corso del suo anno di Governatore. «In primo luogo – sottolinea – quelle a favore dei giovani e del lavoro con il finanziamento di master nel campo della ricerca e borse di studio universitarie. Poi gli scambi internazionali per 25 giovani: uno dei nostri va in Giappone o in Sud Africa per un anno, e uno di quel Paese viene da noi. Abbiamo avuto esperienze molto belle. Il ruolo del Rotary è anche di sollecitazione».

Il rendering del PalaRotary

Sabato i lavori del congresso, presieduti da Francesco Ottaviano,  iniziano alle 9,45 con i saluti del sindaco Guido Castelli, del presidente del Rotary di Ascoli Vincent Mazzone, dei sindaci di Arquata e Acquasanta Aleandro Petrucci e Sante Stangoni, e naturalmente l’intervento di Borzacchini. Poi l’atteso dibattito con illustri relatori su “Il futuro dei nostri territori: ricostruzione, sviluppo e valorizzazione”. Partecipano  Gianluca Gregori, il vescovo Giovanni D’Ercole, Paola De Micheli, Paolo Iannelli, Alfiero Moretti, Giovanni Spatti, Marco D’Annuntiis e Oliviero Oliveri. Pomeriggio dedicato a bilanci e futuro del Distretto. I lavori si concludono domenica mattina con la riunione dei presidenti dei Club e la consegna dei riconoscimenti (La chiave di Piero, oggetto simbolo della stanza d’albergo dove il Rotary nacque nel 1905 a Chicago e che era portato dallo storico rotariano ascolano generale Piero Luzio).

Con questo congresso, che ha anche una forte ricaduta sul piano della promozione della città e del turismo, il Teatro dei Filarmonici entra in servizio anche come luogo ideale per grandi e prestigiosi convegni.


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