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Galleria Pericoli, Castelli
dica le intenzioni del Comune
La Fondazione conferma l’impegno

ASCOLI - In Consiglio comunale finalmente la risposta all'interrogazione di Giacomo Manni (M5S). Il mondo della cultura spera che il progetto possa rimettersi in moto. Galeati sente l'artista. Occasione da non perdere per la città

Il sindaco di Ascoli, Guido Castelli (Foto Vagnoni)

di Franco De Marco

Sono tanti, nel mondo culturale, politico ed economico, tra le associazioni (in particolare ricordiamo Italia Nostra e Acli) e soprattutto tra la gente, quelli che ancora sperano che Ascoli possa ospitare la Galleria d’arte permanente, in un piano di Palazzo dei Capitani del Popolo, 200 opere del maestro Tullio Pericoli dedicate al paesaggio piceno e marchigiano. Una ricchezza culturale enorme con evidenti ricadute anche per il turismo. Il progetto, che in un primo momento venne approvato sia dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno (durante la presidente Vincenzo Marini Marini) sia dal Consiglio comunale, poi si è insabbiato e non stiamo, ora, a dire per colpa di chi e perché. Domani martedì, all’ordine del giorno del Consiglio comunale (inizio alle ore 16), tra le 21 risposte alle interrogazioni c’è anche quella, al quinto posto, riguardante appunto la Fondazione Tullio Pericoli. L’ha presentata, pensate un po’, il 9-11-2017, quando l’argomento era caldo, il consigliere del Movimento 5 Stelle Giacomo Manni, convintissimo della bontà dell’idea, per chiedere lumi sulle intenzioni del Comune e sulla fattibilità del progetto. Chissà che l’interrogazione di Giacomo Manni non riaccenda il motore di una proposta artistica, e sociale, di altissima valenza.

Angelo Galeati, presidente Fondazione Carisap (Foto Vagnoni)

A rispondere all’interrogazione tocca al sindaco Guido Castelli che ha gestito in prima persona l’operazione. Che cosa dirà? C’è molta attesa. Speriamo che il progetto possa ripartire al più presto dopo aver convinto, e non sarà facile, naturalmente, il maestro Tullio Pericoli che, deluso dall’atteggiamento dilatorio degli enti che avrebbero dovuto sostenere l’iniziativa, aveva detto basta sbattendo la porta. Nel frattempo, però, risulta a Cronache Picene che il nuovo presidente della Fondazione Carisap Angelo Davide Galeati, sostenitore evidentemente del progetto, ha contattato Tullio Pericoli nel tentativo di far ripartire l’operazione. Insomma sembrerebbero esistere i presupposti, all’interno di una concreta condivisione dell’iniziativa, e di un diffuso sentimento popolare, per far rimettere attorno al tavolo tutte le parti e discutere. Il raffreddamento nei confronti della Galleria permanente, che arricchirebbe in maniera straordinaria l’offerta artistica di Ascoli, si è verificato perché i fondi a disposizione non davano la garanzia che la Galleria permanente, una volta avviata, potesse sopravvivere nel tempo a causa dei costi di gestione. A fondamento del progetto c’è la costituzione della Fondazione Tullio Pericoli per la quale il maestro ascolano aveva anche avuto la disponibilità, per ricoprire il ruolo di presidente, addirittura dello storico dell’arte e archeologo Salvatore Settis. Ma un rimpallo di valutazioni negative, tra Fondazione Carisap e Comune, hanno portato all’insabbiamento del progetto tanto da far dire a Tullio Pericoli di non essere più disponibile.

Tullio Pericoli

Tutto questo avveniva più di sei mesi fa. Poi ci sono stati segni, almeno in apparenza, di riapertura. Il sindaco Guido Castelli, proprio in una intervista a Cronache Picene, si dichiarò disponibile, nel caso la Fondazione si fosse ritirata, a far assumere all’Amministrazione comunale tutto l’onere. La Fondazione Carisap formalmente diede una proroga, ancora valida, allo stanziamento di 215.000 euro, in 3 anni, per far decollare e camminare poi con le proprie gambe il progetto. E allora? Allora, per favore, basta con le chiacchiere e con le scuse. Ognuno dica chiaramente se vuole realizzare la Fondazione e come intende sostenerla. Se è pronto a metterci le risorse necessari o no. Domani tocca al sindaco Guido Castelli parlare chiaro e scoprire le sue carte. Noi diciamo che questo matrimonio, per il bene della città e delle Marche, non di Tullio Pericoli, della Fondazione Carisap o del Comune di Ascoli, si deve fare. Naturalmente se esiste la volontà politica e la compatibilità economica. Però ogni parte si pronunci chiaramente.


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