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Dame, castellane e nobildonne
Storie di grandi successi
ma anche clamorosi flop

ASCOLI - Dalle sei dame (fino al 1994) alle attuali 44 "prime donne" scelte dai sei Sestieri, dagli undici Castelli e dal Gruppo Comunale

Quintana 1975: le dame insieme alla “castellana” di Monsampolo del Tronto, Aba Cercato (prima a sinistra) (foto da Ascoli com’era)

di Andrea Ferretti

Alcuni anni fa un mio amico di Sondrio venne ad Ascoli in occasione della Quintana. Quando vide sfilare le dame sotto quei pesanti velluti, ma soprattutto un sole cocente e 40 gradi all’ombra, mi chiese se venissero pagate per farlo. Vaglielo a spiegare che la “prestazione” è gratuita e che, anzi, molte di loro contribuiscono alle casse di Sestiere. Lui seguì il corteo per una ventina di minuti, davanti ai suoi occhi ne vide sfilare non più di tre. Vaglielo a spiegare che quell’ambìto ruolo di “prima donna” è ricoperto da oltre 40 fanciulle/signore. Fino al 1994 ogni Sestiere aveva la propria dama – restava in “carica” un anno un po’ come accade per Miss Italia, e questo aveva un senso – che veniva scelta non solo in base alla bellezza ma anche a come si calava nel ruolo. Tranne qualche rara eccezione, erano sempre donzelle di famiglie (spesso non qualunque) di quella zona della città.

Anni ’60: il passaggio di una dama in Piazza del Popolo

Poi accadde che nel 1994 si fecero due edizioni per il Quarantennale. E allora le dame diventarono 12. Piccola pausa di due anni, e dal 1997 tornarono a essere 12. E’ finità qui? Macchè. I Castelli di Arquata e Patrignone (frazione di Montalto Marche) – presenti il primo fin dalla prima edizione del 1955 e il secondo dal 1956 – decisero che il “castellano” era poco, e allora ci voleva pure la “castellana”. Due Castelli, quattro castellane: i conto salì a 16. Poi sono arrivati altri Castelli, oggi ne sono undici e di altri restano fugaci ricordi come la doppia apparizione di Monsampolo del Tronto nel 1975 e 1976 che fece indossare gli abiti di castellana a una splendida 36enne Aba Cercato, avvenente presentatrice tv che è un po’ come se oggi venisse scritturata Ilaria D’Amico. Tentativi (ben riusciti) di questo tipo, negli anni ’90, li fece Porta Tufilla con Antonella Elia e poi la Piazzarola con Paola Saluzzi. Molto prima, nell’edizione Olimpica di Roma del 1960, Porta Romana che puntò sull’attrice sambenedettese Gianna Serra.

Il Castello di Arquata negli anni ’60: c’erano i pastori con i cani, ma non la “castellana”

Altre rievocazioni (vedi Quintana di Foligno) ha puntato sovente sulla “Quintana delle star”: dieci attrici per dieci Rioni. Ascoli continua nella sua tradizione, ma forse è meglio così visti due clamorosi flop. Nel 2010 tutti aspettavano Martina Colombari in Costacurta, ma al suo posto arrivò un fotomontaggio. Nel 2014 sei annunciate star (Maria Grazia Cucinotta, Sebastiano Somma, Giulio Base, Angela Melillo, Elisa Di Francisca, Tiziana Rocca) vennero destinate ai Sestieri i quali sono ancora in ansia aspettando il loro arrivo. Eravamo rimasti a 16 “prime donne” che, con gli attuali undici Castelli, sono diventate 34. Alle doppie castellane di Arquata e Patrignone si sono aggiunte infatti quelle di Montemonaco, Folignano, Acquasanta, Roccafluvione, Porchia (altra frazione di Montalto), Ripaberarda (frazione di Castignano), Castorano e le più recenti di Venarotta e Monte San Pietrangeli (Comune fermano, ma solo dal 2009). Non è finita.

Il sindaco Guido Castelli in versione quintanara

A queste 34 “prime donne” fino allo scorso anno andavano aggiunte la Maddalena (2), Santa Caterina (2) e Sant’Orsola (2), tutte giovani figure femminili all’interno del corteo del Gruppo Comunale. Le sceglieva il sindaco, e Guido Castelli (e prima di lui Piero Celani) erano inseguiti tutto l’anno da mamme e nonne che proponevano le fanciulle di casa. Dallo scorso anno lo stop. «Quelle figure non sfilavano come testimoniano gli antichi statuti del ‘400» tuonò il camerlengo Mirko Isopi. Il sindaco si arrabbiò? Macchè? Fu felice perché la sua scelta è ora salita a 10 figure femminili. Dalle sante… alle profane, ovvero le 4 nobildonne che nel Gruppo Comunale sfilano accanto al proprio “capitano popolare di quartiere”, più la nobildonna del Podestà, alias Magnifico Messere, alias sindaco. Insomma 5 figure femminili che moltiplicato due fanno 10 e che permettono al primo cittadino di assottigliare le richieste ammucchiate sulla sua scrivania, per non dire di quelle verbali. Insomma, le “prime donne” della Quintana, sono 44. E forse non è finita.


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