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Hors Lits ad Offida, il teatro vivo
che entra nelle case della gente

Di Martina Fabiani

«Il tempo è vita, e la vita dimora nel cuore», scrive la compagnia Di Filippo Marionette nella propria biografia. È proprio nel cuore del pubblico che gli artisti di Hors Lits vogliono penetrare per mezzo della loro arte. Perché di arte si sta parlando. È un’arte che intrattiene, certo, che emoziona, che fa ridere, che coinvolge e, proprio per questo, è degna di essere chiamata tale.

Hors Lits è tornato ad Offida per la settima volta, nelle serate del 20 e 21 giugno 2018. Si tratta di un festival nato nel 2005 in Francia, a Montpellier per l’esattezza, e che si sta espandendo in altre nazioni, come la Spagna, l’Austria, la Germania, il Canada e l’Italia. Una rete, dunque, che unisce paesi, luoghi e persone e che, con un’andatura lenta, intende riscrivere il concetto di intimo, proponendo spettacoli all’interno di residenze private. Hors Lits non ha intermediari, è teatro vivo, entra nelle case, abbatte i muri e ogni tipo di distanza tra l’artista e il suo pubblico. Lo svolgimento è uguale per tutte le serate: un percorso guidato nel quale lo spettatore ha la possibilità di assistere a quattro diversi spettacoli in quattro diverse location. Ogni esibizione dura all’incirca venti minuti ed è pensata per un numero ristretto di persone, proprio per rispettare i concetti di intimità e vicinanza.

La prima tappa. Remo di Filippo e Rhoda Lopez ci hanno accolto nel cortile della casa di riposo “B. Forlini” di Offida, dove si sono esibiti con le loro marionette. Un chitarrista strampalato, una danzatrice orientale, due ballerini hip hop e l’ormai celebre Gino sono stati i protagonisti di legno che la Di Filippo Marionette (compagnia italo-australiana) ci ha presentato. Personaggi appesi ad un filo che seguono, e a volte anticipano, le movenze dei loro esecutori in carne ed osa. Dove comincia uno, finisce l’altro. La parte relativa a Gino è stata accompagnata dalla voce calda di Rhoda, risultando il momento più toccante di tutta l’esibizione. «Gino è la prima marionetta che ho creato, quella che mi ha dato la spinta. Tocca qualcosa di profondo nella persone, non sappiamo esattamente cosa sia. Noi abbiamo una nostra idea, ma è importante che ognuno si crei la sua verità», racconta Remo.

Fotoservizio Martina Fabiani

La seconda tappa. All’interno dell’Enoteca Regionale l’argentino Juan Ignacio Rey, in arte Nacho Rey, ha messo in scena il suo numero, regalando agli spettatori acrobazie, giocolerie e tante risate. Eccentrico, talvolta assurdo, ma sempre tenero, Nacho Rey, salta, si arrampica, pedala una bici piccola quanto il suo piede, sceglie qualcuno tra il pubblico e lo coinvolge, a gesti si fa capire e adorare dai grandi e dai piccoli.

La terza tappa. Josefina Pérez Gardey, conosciuta come Muruya, vestita di un rosso acceso, ci attende con un sorriso gigantesco in un piccolo giardino privato di Offida. Muruya sogna di essere un’elegante ballerina di tango, ma finisce per risultare goffa e maldestra, sebbene estremamente simpatica. Si esibisce in compagnia del suo pupazzo Mingo, alternando passi di danza a hula hoop. Dietro un aspetto buffo e comico, si intravede però una grande abilità tecnica e di equilibrio. «Il sorriso è la mia bandiera, credo che il personaggio che rappresento sia una versione esagerata di me stessa: inquieta, curiosa, allegra e sempre in movimento. Mi piace la gente e mi piace vederla ridere, mi fa bene», confessa Josefina.

La quarta ed ultima tappa. Un altro giardino, Santa Maria della Rocca sullo sfondo. Nell’ultima tappa del nostro tour c’è Rishow, una compagnia di improvvisazione teatrale nata a Fermo, ma attiva su tutto il territorio nazionale. Non c’è nulla di preparato, non ci sono costumi di scena, solo oggetti rossi da usare all’evenienza. Gli attori comunicano solo che avrebbero inscenato una vicenda familiare e poi tutto parte e si sviluppa dalle informazioni fornite dal pubblico. «Molte famiglie si scelgono, altre si ereditano, noi le improvvisiamo», dice uno degli attori poco prima di iniziare. Una saga familiare dai forti toni marchigiani tutta da gustare. Il tutto accompagnato da note di chitarra create ad hoc.

Hors Lits lascia tutti a bocca aperta, i nuovi e i veterani, e ricorda come l’arte possa unire senza bisogno di molte parole. Alcuni degli artisti che si sono esibiti torneranno ad Offida in occasione del FOF (Figura Opera Festival) il 24-25-26 di agosto.

 


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