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Tra Faete e Spelonga c’è lo spettacolare
sentiero recuperato dai volontari

ARQUATA - I ragazzi dell'associazione "Arquata Potest", attrezzi alla mano, hanno riportato alla luce il suggestivo percorso che unisce le due frazioni. Verrà inaugurato a metà agosto. Trattasi della prima tappa post sisma del progetto "CamminArquata": obiettivo rinascita

I mitici volontari al lavoro

Prima tappa, bilancio ok. Ed un antico sentiero torna a (ri)nascere. E’ quello, suggestivo e magnifico, che unisce le due frazioni di Faete e Spelonga. Lo hanno recuperato, con volontà e determinazione (ma soprattutto con motoseghe, tagliaerba e “marracce”), i ragazzi dell’associazione Arquata Potest. Che rimandano visitatori e curiosi all’inaugurazione dello stesso, prevista per la metà di agosto con una passeggiata ecologica. Si tratta del passo di esordio post sisma di CamminArquata. Un “recupero” che per tutta la comunità significa ricominciare da ciò che nemmeno la forza devastante dei terremoti ha potuto intaccare: lo splendore delle terre arquatane. Patrimonio di tutti, disponibile in un percorso di bellezza, di riflessione e di sensibilizzazione. L’obiettivo è di rendere Arquata una nuova meta per camminatori e contribuire così a dare nuova linfa vitale al territorio.

“Arquata Potest” è un’associazione di promozione sociale attiva dal 2014; “CamminArquata” si propone di ricostituire nel tempo una rete di sentieri per appassionati. Sentieri storici, quelli che venivano battuti dagli antenati. Proprio grazie al lavoro delle famiglie del luogo, che ogni anno a turno dovevano curarli e mantenerli, lungo il tragitto si trovano ancora oggi bellissimi muretti a secco e pavimenti selciati.
Il lavoro portato a termine tra sabato 16 e domenica 17 giugno ha rappresentato il primo importante passo in tal senso. Il progetto era stato ideato e avviato già dalla primavera 2016 quando si era agito sul tra il capoluogo e Spelonga, inaugurato poi con una partecipata passeggiata il 16 agosto 2016, otto giorni prima del tragico 24 agosto. L’occasione appena trascorsa ha invece visto il recupero del sentiero tra le due frazioni nel Parco dei Monti della Laga e le bellissime chiese della Madonna dei Santi e della Madonna della Neve, tra le poche che non sono andate perdute anche se al momento inagibili.
Tutto questo grazie all’operoso lavoro di un gruppo di volenterosi che vale la pena di menzionare ed elogiare: Carlo Ambrosi, Sante Corradetti, Maurizio Paci, Stefano Piergiovanni, Lucio Pichini, Giancarlo Noceti e lo Sci Club Aquilotti del Gran Sasso.

Lu. Ca. 


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