facebook rss

Udc-Popolari su dehors e Ballarin
«Piunti, lentezza gravissima»

SAN BENEDETTO - Contro l’amministrazione di un sindaco "temporeggiatore" scendono gli esponenti di centro Pellei, Fanini, Orlandi e Capriotti. Due i tasti dolenti della riqualificazione urbana. Sul vecchio stadio: «La città non ha bisogno di altri campi sportivi. Era stato costruito grazie ai cittadini e deve essere restituito a loro, non ai privati»

«La cera si consuma ma la processione non cammina». Una massima della tradizione ricordata dall’ex vicesindaco Eldo Fanini dà il quadro dell’opinione che l’Udc ha dell’attività di riqualificazione dell’amministrazione Piunti. Due i temi sul tavolo del gruppo consiliare: dehors e Ballarin, «entrambi connotati da gravissima lentezza», sottolinea il consigliere Domenico Pellei.

Capriotti, Fanini, Pellei e Orlandi

Due argomenti che si potrebbero definire scottanti se non fossero da sempre sul tavolo dell’opposizione. Per quanto riguarda i dehors: «Alla sovrintendenza abbiamo parlato con la dottoressa Pompei -prosegue Pompei- lì ci è stato detto che colori come nero, grigio e beige verranno bocciati». Ma la situazione non è chiara: «Il danno più grave per i cittadini è non sapere. -chiosa il consigliere- La sovrintendenza non parla di arredi, sedute e materiali, il che è grave in una fase evolutiva della moda e del design». La gravità è appunto nell’incertezza, c’è il paradosso «di attività che non hanno l’autorizzazione ma rispondono a tutti i criteri richiesti». Errori definiti di «merito e metodo» inficiano il sistema. «L’inerzia e l’indeterminatezza dell’iter da seguire producono illegalità, perché ad alcuni vengono negate autorizzazioni che altri già hanno da tempo, altre volte sono i commercianti ad anticipare l’amministrazione e chiudere i gazebo».
Quali le soluzioni? La Confesercenti chiede 5 anni per l’adeguamento. Pellei replica: «Noi ne chiediamo tre e, dopo lo smantellamento dei dehors, vorremmo esentare i commercianti dal pagamento della Tosap. Abbiamo sottolineato che i dehors si possono fare ma devono esser fatti bene».
Sul tema Ballarin intervengono Fabrizio Capriotti, Luigi Orlandi e Fanini. È proprio quest’ultimo a sottolineare che «San Benedetto non ha bisogno di altri campi sportivi. Era stato costruito grazie ai cittadini e deve essere restituito a loro, non ai privati». Su questo pezzo di storia cittadina si è detto di tutto e «oggi la situazione è insostenibile -spiega Capriotti- nell’immaginario il Ballarin equivale al degrado. Oltretutto era un tema della campagna elettorale dell’amministrazione Piunti». Fa eco Fanini, che spiega: «A febbraio, neanche quest’anno si faranno i carri». Il politico cita infatti alcune dichiarazioni fatte da Piunti nei mesi scorsi. Dai virgolettati esce la figura di un sindaco “temporeggiatore” che il 7 marzo diceva che per la firma dell’ordinanza «non ci vorrà tanto tempo». Ancora il 14 maggio: «L’ordinanza arriverà a breve, sicuramente prima dell’estate». È di pochi giorni fa, 18 giugno, l’ultima affermazione «Stiamo preparando l’ordinanza per lo smontaggio dei capannoni; potrebbe avvenire già entro luglio». Ma Fanini ribatte: «Di questo passo arriveremo a settembre e nulla sarà stato fatto».

Se. Re.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X