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Udc-Popolari su dehors e Ballarin
«Piunti, lentezza gravissima»

SAN BENEDETTO - Contro l’amministrazione di un sindaco "temporeggiatore" scendono gli esponenti di centro Pellei, Fanini, Orlandi e Capriotti. Due i tasti dolenti della riqualificazione urbana. Sul vecchio stadio: «La città non ha bisogno di altri campi sportivi. Era stato costruito grazie ai cittadini e deve essere restituito a loro, non ai privati»
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«La cera si consuma ma la processione non cammina». Una massima della tradizione ricordata dall’ex vicesindaco Eldo Fanini dà il quadro dell’opinione che l’Udc ha dell’attività di riqualificazione dell’amministrazione Piunti. Due i temi sul tavolo del gruppo consiliare: dehors e Ballarin, «entrambi connotati da gravissima lentezza», sottolinea il consigliere Domenico Pellei.

Capriotti, Fanini, Pellei e Orlandi

Due argomenti che si potrebbero definire scottanti se non fossero da sempre sul tavolo dell’opposizione. Per quanto riguarda i dehors: «Alla sovrintendenza abbiamo parlato con la dottoressa Pompei -prosegue Pompei- lì ci è stato detto che colori come nero, grigio e beige verranno bocciati». Ma la situazione non è chiara: «Il danno più grave per i cittadini è non sapere. -chiosa il consigliere- La sovrintendenza non parla di arredi, sedute e materiali, il che è grave in una fase evolutiva della moda e del design». La gravità è appunto nell’incertezza, c’è il paradosso «di attività che non hanno l’autorizzazione ma rispondono a tutti i criteri richiesti». Errori definiti di «merito e metodo» inficiano il sistema. «L’inerzia e l’indeterminatezza dell’iter da seguire producono illegalità, perché ad alcuni vengono negate autorizzazioni che altri già hanno da tempo, altre volte sono i commercianti ad anticipare l’amministrazione e chiudere i gazebo».
Quali le soluzioni? La Confesercenti chiede 5 anni per l’adeguamento. Pellei replica: «Noi ne chiediamo tre e, dopo lo smantellamento dei dehors, vorremmo esentare i commercianti dal pagamento della Tosap. Abbiamo sottolineato che i dehors si possono fare ma devono esser fatti bene».
Sul tema Ballarin intervengono Fabrizio Capriotti, Luigi Orlandi e Fanini. È proprio quest’ultimo a sottolineare che «San Benedetto non ha bisogno di altri campi sportivi. Era stato costruito grazie ai cittadini e deve essere restituito a loro, non ai privati». Su questo pezzo di storia cittadina si è detto di tutto e «oggi la situazione è insostenibile -spiega Capriotti- nell’immaginario il Ballarin equivale al degrado. Oltretutto era un tema della campagna elettorale dell’amministrazione Piunti». Fa eco Fanini, che spiega: «A febbraio, neanche quest’anno si faranno i carri». Il politico cita infatti alcune dichiarazioni fatte da Piunti nei mesi scorsi. Dai virgolettati esce la figura di un sindaco “temporeggiatore” che il 7 marzo diceva che per la firma dell’ordinanza «non ci vorrà tanto tempo». Ancora il 14 maggio: «L’ordinanza arriverà a breve, sicuramente prima dell’estate». È di pochi giorni fa, 18 giugno, l’ultima affermazione «Stiamo preparando l’ordinanza per lo smontaggio dei capannoni; potrebbe avvenire già entro luglio». Ma Fanini ribatte: «Di questo passo arriveremo a settembre e nulla sarà stato fatto».

Se. Re.


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