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Il mondo perduto degli antenati
rivive grazie al “Fontefina Festival”

FOLIGNANO - L'evento, che punta lo sguardo sulle tradizioni orali e musicali dell'epoca contadina, si terrà nella frazione Piane di Morro il 30 giugno ed il 1 luglio. Stage, conferenze e concerti con poeti, cantastorie, ricercatori. Tra gli ospiti, il maestro di Demetrio Stratos. Tutto il programma

Massimiliano Di Carlo e Katie Webb durante la presentazione del “Fontefina Festival” (foto di Andrea Vagnoni)

di Luca Capponi 

Cucchiai, tamburi, ciaramelle, organetti, zampogne. Canti di lavoro, poesie, riti. Un mondo vivo, divenuto quasi ancestrale. Il mondo delle tradizioni orali, dei contadini, dei balli, dei canti per i morti. Che non deve andare assolutamente perduto. O, peggio, divenire fenomeno da baraccone del revival più becero. E’ uno scopo nobile animato da «sana follia» quello del Fontefina Festival, due giorni che tra il 30 giugno ed il 1 luglio porteranno nel comune di Folignano, frazione Piane di Morro, voci, suoni e interazioni dal passato. Dal nostro passato. Perché tutti veniamo da lì.
«Anni di ricerche in Italia e all’estero mi hanno condotto davanti a numerose testimonianze d’archivio sulla tradizione musicale contadina di Marche ed Abruzzo, in particolare. Un repertorio tanto vasto quanto purtroppo sconosciuto ai più. L’obiettivo della manifestazione è proprio quello di riscoprire e perpetuare questa cultura, aprirla al mondo senza paura della diversità» spiega Massimiliano Di Carlo, musicista, ricercatore e ideatore del “Fontefina” con l’associazione “Alberi di Maggio”, ad illustrare i meccanismi organizzativi in sede di presentazione accompagnato dall’assessore alla cultura Matteo Terrani e da Katie Webb della Federazione Unitaria Italiana Scrittori.

Matteo Terrani

«Il festival si struttura in diversi momenti, tra laboratori, conferenze, stage e concerti tenuti dagli ospiti. Molti di essi sono cantori, ballatori, anziani stornellatori, cantastorie, per un viaggio che attraversa due regioni ma anche il confine col Lazio» continua Di Carlo.
Qualche esempio del nutrito programma: nei due giorni, alle 9,30, si terrà lo stage sulla mietitura e i canti di lavoro grazie a Zì Quinto, Zì Tardino e Ugo Carboni; il 30 giugno, alle 18, ecco invece il focus sul saltarello tenuto da Angelo Guerrieri, Attilio Tranzi, Antonietta Agostini e Dina Lucidi. E poi ancora, organetto con Sergio Capoferri (30 giugno e 1 luglio alle 15), zampogna con Francesco Sabatini (1 luglio ore 16), tamburo con Franco Moriconi (il 1 alle 16) e il grande Tran Quang Hai, maestro internazionale (tra i suoi allievi il mito Demetrio Stratos) che il 30 giugno alle 16 insegnerà le tecniche per suonare…una coppia di cucchiai da cucina.
E questi sono gli stage. Per quanto riguarda i concerti, che si terranno sempre alle 21, sabato 30 tocca a canti d’amore, serenate e canti di lavoro che arrivano, tra gli altri, da Arquata e dal Monte Ascensione, eseguiti da Ugo Carboni (voce), Massimiliano di Carlo e Camilla D’Amico (voce e organetto), Sergio Capoferri e Attilio Tranzi (organetto). Ospiti internazionali della serata, lo stesso Quang Hai e Bach Yen, direttamente dalla tradizione vietnamita per uno scambio di alto livello interculturale.

Il maestro Tran Quang Hai

Il giorno successivo altre chicche con l’omaggio al poeta arquatano Pietro Santorini e a Domenico Balsami, suonatore di ciaramelle cerquetane, per un ideale viaggio a risalire la strada Salaria fino ad Amatrice con Andrea Delle Monache (ciaramelle amatriciane), Dante Valentini e Francesco Marconi (poeti improvvisatori), Franco Moriconi (tamburo), Francesco Sabatini e Francesco Duranti (ciaramelle cerquetane).
Al termine, dalle 22, feste e balli fino a notte fonda con cantori locali.
«Si tratta di una delle iniziative più originali e significative che abbiamo organizzato nel corso degli anni. -afferma Terrani- Vogliamo riportare alla luce un mondo a rischio estinzione e farlo conoscere soprattutto alle nuove generazioni, valorizzando l’identità del territorio. L’idea è di renderlo appuntamento fisso, un prologo al festival “Agricultura” che si tiene a settembre». Stesso pensiero della Webb, che in inglese ha ribadito la bontà dello scopo offrendo sostegno deciso alla causa.
Si può consultare tutto il programma del “Fontefina” sul sito www.alberidimaggio.com.
In coda val però la pena di menzionare la due conferenze che si terranno entrambe domenica: alle 17 la presentazione del volume dedicato alla cantastorie itinerante Giannina Malaspina e alle 18 sul ruolo della donna nella narrazione di tradizione orale tenuta da Francesca Camilla D’Amico.
Durante il festival si potrà mangiare, campeggiare e fruire del dormitorio.

Katie Webb

Massimiliano Di Carlo


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