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18 bambini dal campo profughi
del Sahara: conosciamo “Rio de Oro”

GROTTAMMARE - Un progetto ventennale di aiuto umanitario, guidato dalla presidente Rossana Berini. Un'accoglienza reale che parte dai bisogni di cure dei piccoli fino allo svago. La collaborazione tra la Riviera e il Comune di Fermo

Il progetto Rio de Oro

di Nunzia Eleuteri

Sono appena arrivati in Italia dall’Algeria i 18 bambini saharawi con problemi di salute che, grazie al progetto Rio de Oro Onlus (in parte finanziato quest’anno anche dal Comune di Fermo), saranno ospitati nella scuola materna di Grottammare per il periodo estivo.

Rossana Berini, presidente di Rio De Oro, insieme ad un bambino saharawi

Rio de Oro è un’organizzazione italiana, con quasi 20 anni di storia, che offre cure mediche ed assistenza gratuita ai disabili, in particolare ai bambini del popolo profugo Saharawi ed opera all’interno dei campi profughi nel deserto del Sahara Algerino, sviluppando programmi di salute, edilizia sanitaria e un miglioramento, in genere, della qualità di vita. Ogni anno decine di minori disabili Saharawi vengono ospitati in Italia per accedere a trattamenti medici ma anche per un periodo di vacanza lontano dalle difficili condizioni di vita. “#Accoglienza2018 – Spiagga, sole e medicine!” si legge nel sito dedicato che vale la pena visitare. E’ Rossana Berini, presidente della Onlus, residente a Servigliano ma ormai quasi sempre in Algeria nei campi profughi della zona di Tindouf, a raccontarci meglio in cosa consista il progetto: «Per alcuni bambini, questa è la prima volta in Italia, per altri invece un ritorno. Si tratta in particolare di un percorso sanitario di due mesi negli ospedali.

Si inizia con una indagine diagnostica per poi rivolgersi agli ospedali di riferimento. Tra le strutture amiche abbiamo il “Murri” di Fermo per la neurologia, il “Salesi” di Ancona per altre patologie, “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto per le emergenze e l’ospedale di Bologna per la neuropsichiatria infantile. Uno staff di volontari che si adoperano per aiutare i bambini a risolvere i loro problemi di salute. I programmi di cura vengono poi proseguiti nei campi profughi al rientro dal soggiorno estivo grazie all’associazione Rio de Oro». «Nei prossimi mesi sono previste due operazioni chirurgiche e diverse sedute di fisioterapia ma non ci limitiamo a questo. -continua la Berini- Facciamo una vera e propria accoglienza offrendo anche degustazioni di gelato, giochi ed escursioni in spiaggia per rendere il soggiorno più piacevole possibile. Tutto ciò è possibile grazie ai tanti volontari da ogni parte del mondo: sono più di 30 quelli arrivati a Grottammare per seguire i 18 bambini dai 6 ai 14 anni ospitati nella scuola materna, grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale. A proposito di questo, ci tengo a sottolineare l’altrettanta sensibilità del Comune di Fermo che quest’anno ha finanziato in parte le spese del viaggio. Era una promessa che Neri Marcorè ha ottenuto l’estate scorsa come testimonial di un evento di raccolta fondi organizzato a Fermo dal prof. Massimo Rossi che si prodiga da anni per questa iniziativa».

«Ci piace far conoscere il progetto affinché anche altre persone possano abbracciarlo, non solo con offerte di tipo economico ma soprattutto con una vera accoglienza. -conclude- Siamo una famiglia allargata e saremmo molto contenti di ricevere visite, piccoli doni come una merenda in compagnia, prodotti per l’igiene del corpo, giochi o qualsiasi cosa che possa rendere felici i bambini ospitati. Questa sarebbe la migliore accoglienza: venite a trovarci».

Massimo Rossi

«Conoscere i bambini e stare con loro è un’esperienza di grande rilievo. –aggiunge Massimo Rossi, che ha aderito al progetto onlus agli albori quando era sindaco di Grottammare- Momenti importanti non solo per i minori ma per noi adulti che possiamo renderci conto del valore della vita, della bellezza di poterla salvare o comunque darle la dignità che merita. Nascere in Africa in un campo profughi e per di più disabili penso sia una condizione inimmaginabile per chi vive nel mondo occidentale. Significa essere gli ultimi degli ultimi degli ultimi». «Nonostante i terribili disagi -prosegue- chi vive lì è sereno, ha un grande senso del rispetto e dell’educazione e una grande voglia di pace. Solo visitando il campo profughi si può capire la reale situazione. Come capitò a me intorno al 2000 quando, sindaco di Grottammare, andai nel deserto del Sahara. Da quel momento non ho potuto più fare a meno di sentirmi coinvolto e ho sposato il progetto Rio de Oro portato avanti da una grande persona come la presidente Rossana Berini. Anche io come lei vi invito quindi ad accogliere i bambini ospitati nella scuola materna perché, prendendo spunto da un loro motto che ho fatto mio più volte: “il peso sostenuto da più persone diventa una piuma”».

 

 

Foto scattata nel deserto del Sahara

 


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