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«Ecco i fondi per le imprese,
ma non saranno a pioggia»

ASCOLI - Presentati dalla vice presidente della Regione Anna Casini e dalla collega Manuela Bora tutte le opportunità derivanti dai finanziamenti comunitari e non. A disposizione milioni di euro per lo sviluppo del Piceno
lunedì 9 luglio 2018 - Ore 23:31
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di Maria Nerina Galiè

I piccoli, medi e grandi imprenditori piceni vogliono vincere la sfida alla crisi complessa ed al terremoto e conoscere le opportunità economiche offerte loro dai bandi regionali e nazionali, presentati lunedì 9 luglio alla Camera di Commercio di Ascoli Piceno dalla vice presidente della Regione Marche Anna Casini e dall’assessora allo sviluppo economico Manuela Bora, che è pure coordinatrice delle attività produttive delle Regioni e Province autonome. Gino Sabatini e Fabrizio Schiavoni, presidente e segretario regionale dell’ente camerale a fare da padroni di casa in una gremitissima sala gialla, cosi come la rossa dove era allestito un maxi schermo. Novantadue milioni e 617 mila euro, messi a disposizione dall’Unione Europea e dal Mise che «però non saranno distribuiti a pioggia – ha avvisato la Bora –bensì legati a progetti. Ed il Piceno, di certo, sarà in grado di dimostrare di saperli utilizzare». Finanziamenti, incentivi per le assunzioni e formazione i cardini su cui poggia il «poderoso sistema di risorse messe in campo in maniera capillare e perfettamente calzante alle esigenze del nostro territorio», ha precisato Anna Casini che, scherzando, ha detto ancora: «La Regione Marche non ha ancora istituito un assessorato al Piceno, che però è al centro dell’attenzione della giunta regionale ed in particolar modo delle assessore Bora e Bravi».

LE OPPORTUNITA’

Manuela Bora

Ad entrare nel merito dei finanziamenti statali (legge 181/89) ed europei (Fesr), e spiegare alle centinaia di attori dell’economia locale, potenzialità e modalità di accesso ai bandi, c’erano i funzionari della Regione Marche Roberta Maestri, Massimo Giulimondi, Emanuele Petrini e Anna Torelli. E’ di 29 milioni e 760 mila euro la nuova dotazione finanziaria messa a disposizione dal Mise e gestita da Invitalia (legge 181/89) per il rilancio delle attività imprenditoriali nell’area cratere e con progetti al di sopra di un milione e mezzo di euro. Il bando scade il 28 settembre. Già Piceno e Val Vibrata sono stati i destinatari di 17 milioni del ministero allo sviluppo economico, bando concluso che fino ad ora ha premiato 9 progetti per 121 nuovi posti di lavoro. Altre domande sono in corso di valutazione.
I fondi di sviluppo regionale hanno visto raddoppiato il plafond che adesso è di quasi 11 milioni. Cinque milioni e 800 mila euro già assegnati, gli altri ancora a disposizione per start up e sviluppo di aziende già esistenti. Gli investimenti agevolabili vanno da 75 mila euro per le prime fino ad un massimo di un milione e mezzo per le seconde. I progetti presentati fino ad ora sono stati 288 di cui 155 start up e 133 investimenti produttivi, «pari ad un incremento occupazionale di oltre 200 unità” ha commentato la Bora che ha continuato: «Sono passati da 337 a 585 milioni i fondi europei per il Por-Fers 2014-2020 di cui ben 292 dedicati alle imprese. Ed è intenzione della Regione Marche utilizzarli tutti per rispondere alle diverse esigenze del territorio».

I FONDI

Qui si innestano i tre interventi dell’Asse 8. Il primo: 10 milioni per nuove strutture o ampliamenti; gli investimenti ammessi vanno da 200 mila euro a 5 milioni; domande dal 10 settembre fino ad esaurimento fondi. Il secondo: 15 milioni per le filiere a sostegno del Made in Italy; almeno 3 aziende di cui una con sede nel piceno; agevoleranno progetti da 100 a 700 mila euro; domande dal 3 settembre al 31 ottobre. Il terzo: 6 milioni alle imprese sociali; progetti da 50 a 700 mila euro; presentazione delle domande dal 20 settembre al 30 ottobre.
Solo per il Piceno ed a mezzo di un bando che sarà pubblicato entro luglio, arriveranno 4 milioni di euro dai fondi europei per le assunzioni di soggetti disoccupati: diecimila euro se il rapporto di lavoro sarà a tempo indeterminato e la metà se a termine.
Sia la Casini che la Bora hanno infine ricordato l’importante ruolo della Camera di Commercio nel dialogo tra istituzioni ed aziende, anche attraverso le associazioni di categoria. «Ruolo che dovrà essere ancora più incisivo dopo la fusione», ha ricordato Sabatini che ha ringraziato le autorevoli esponenti regionali per la loro presenza. «La Camera di Commercio delle Marche sarà capace di far parlare pubblica amministrazione e imprese senza inutili duplicazioni, con trasparenza ed efficacia», le parole del segretario generale Schiavoni nell’anticipare la piattaforma unica che semplificherà l’accesso alle procedure.

 


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