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“San Benedetto Film Fest”,
torna il festival dedicato
al cinema indipendente

SAN BENEDETTO - Dal 16 al 21 luglio la seconda edizione della rassegna che punta sulla qualità. “Tutto in un cerchio”, “Haiku on a Plum Tree”, “Daddy”, “Onde quer que voce esteja” e “Frontaliers Disaster” i lungometraggi finalisti ma c'è anche la sezione corti

di Martina Fabiani

Oscurata dal gigantismo della grande distribuzione e dalle logiche commerciali massificate, la controcultura esiste e resiste in angoli marginali, eppure vivi. Con queste premesse, dal 16 al 21 luglio presso il Parco Karol Wojtyla (le proiezioni, due per serata, iniziano alle 21,15), torna per la seconda edizione il San Benedetto Film Fest, festival del cinema indipendente. La manifestazione nasce dall’unione di due realtà attive da tempo sul territorio marchigiano: l’Associazione Antoniana Eventi e la Compagnia Teatrale O’Scenici.

Damiano Debbi

Due le sezioni del concorso, quella dedicata al lungometraggio e quella dedicata al cortometraggio. “Tutto in un cerchio”, “Haiku on a Plum Tree”, “Daddy”, “Onde quer que voce esteja” e “Frontaliers Disaster”, sono i cinque lungometraggi finalisti dell’edizione 2018. Damiano Debbi di giorno fa il gommista e con “Tutto in un cerchio” è alle prese con il suo primo lungometraggio. È la storia di Gianni  -gommista anche lui- che esce di casa per andare a cercare un pezzo di ricambio e si ritrova ad intraprendere un viaggio di formazione. Una marocchina, Mujah Maraini-Melehi, è invece alla regia di “Haiku on a Plum Tree”, un viaggio nella memoria della famiglia Maraini, mandata in un campo di prigionia a Nagoya per non avere accettato di firmare a favore della Repubblica di Salò. Un adolescente costretto a fare i conti con la paternità è la sinossi di “Daddy” dell’iraniano Mahmoud Shoolizadeh. Storie che si intrecciano sono alla base di film del calibro di “21 grammi” o “Magnolia”, e le troviamo anche in “Onde quer que voce esteja” di Bel Bechara e Sandro Serpa. E infine l’ironica vicenda del frontaliere Roberto Bussenghi in “Frontaliers Disaster”, destinato ad una vita accanto al suo nemico.
Sei i titoli finalisti per la sezione cortometraggi: “Nkiruka – Il meglio deve ancora venire” di Simone Corallini, Silvia Luciani, “Il tratto (The Line)” di Alessandro Stevanon, “Rag Dolls” diretto da Justin & Kristin Schaack, “The Priceless Art” di Mohamed Asif Hameed, “The Winkles” per la regia di Alice Vial e, ultimo, “Departures” di Nicolas Morganti Patrignani.
Tanti i temi affrontati dalle pellicole in questa edizione del festival. Le fragilità e i tormenti umani, i conflitti, le privazioni, la razza, la malattia, la morte per una rassegna cinematografica libera, che non si pone confini o limiti. San Benedetto Film Fest volge lo sguardo al cinema che sta lontano dai riflettori, quello di qualità, degno di essere apprezzato da occhi curiosi, sinceri, attenti e, perché no, anche critici.
Le proiezioni sono ad ingresso gratuito.


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