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Tullio Pericoli, paesaggi in mostra
per rimediare al “no” alla Fondazione

ASCOLI - Evento in grado portare la città alla ribalta nazionale. A volere fortemente l'iniziativa, con coerenza con quanto deliberato dal suo predecessore Marini Marini, è il presidente della Fondazione Carisap Angelo Davide Galeati. E il sindaco Castelli si è dichiarato disponibile a riesaminare il progetto
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Tullio Pericoli

di Franco De Marco

La “Fondazione Tullio Pericoli” è definitivamente tramontata. Lo si era capito nel Consiglio comunale del giugno scorso. Ma sta maturando (incrociamo le dita e per favore niente scherzi) il progetto alternativo per la realizzazione, sempre a Palazzo dei Capitani del Popolo, di una lunga mostra, durata un anno e mezzo, dedicata ai paesaggi raccontati da quel grande pittore che è il “nostro” Tullio Pericoli. Una mostra in grado portare il capoluogo piceno alla ribalta nazionale. A volere fortemente l’iniziativa, peraltro con coerenza con quanto deliberato dal suo predecessore Vincenzo Marini Marini, è il presidente della Fondazione Cassa di Rsparmio di Ascoli Piceno Angelo Davide Galeati. Non si è arreso difronte alle difficoltà, di ordine economico, avanzate dal sindaco Guido Castelli il quale si è comunque dichiarato disponibile a riesaminare il progetto. Preso atto che non ci sono più le condizioni per realizzare il progetto originario, come ribadito anche in aula dal sindaco rispondendo all’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle, Galeati ha contattato Pericoli ed ha immediatamente abbracciato il progetto di una iniziativa alternativa.

Angelo Davide Galeati, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli

In autunno si dovrebbe mettere nero su bianco. Al momento nessuna delle parti coinvolte si sbilancia. “No comment” la parola d’ordine. Per scaramanzia e perché, in effetti, ancora non sono stati definiti i dettagli. Di sicuro però c’è la disponibilità dell’artista, che ha posto naturalmente le sue condizioni, e la volontà della Fondazione Carisap pronta ad investire i 225.000 euro deliberati il 28 ottobre 2016 nell’ambito del piano triennale 2017-2019, per la costituzione della “Fondazione Tullio Pericoli”. Anche il Comune dovrebbe partecipare al nuovo progetto mettendo a disposizione, come ha sempre garantito il sindaco, oltre al Palazzo dei Capitani del Popolo, anche i costi r elativi al personale di custodia. Dopo le ferie estive Galeati incontrerà il sindaco e le altre persone coinvolte nel progetto per mettere a punto tutti i particolari. L’esposizione, con un centinaio di opere, tutte dedicate al paesaggio, dovrebbe essere inaugurata nel marzo 2019 per chiudersi (chissà però se da cosa nascerà cosa…) nel giugno 2020. Un evento che, se ben promosso, può avere una notevole eco nazionale. Una operazione culturale importante.

Il sindaco Guido Castelli

La “Fondazione Tullio Pericoli”, certamente, sarebbe stata un’altra cosa. L’importante però è che la città di Ascoli Piceno non perda questa occasione per arricchire la sua offerta artistica anche in un’ottica di turismo culturale e di affermazione di una identità di città d’arte. E’ chiaro che la mostra, al di là degli aspetti artistici e promozionali, costituisce anche un omaggio doversoso e affettuoso verso Pericoli che ha portato ad icona universale proprio il paesaggio tipico delle colline ascolane. Non per nulla tante e tante sono state le prese di posizione di associazioni culturali (ricordiamo ad esempio Italia Nostra con Gaetano Rinaldi e il Circolo Acli con Lanfranco Norcini Pala) e di personalità cittadine a favore della galleria permanente e alla creazione di un centro studi e didattico sul paesaggio e sulla sua difesa. Anche con una mostra a tempo, dopo quella straordinaria del 2009, intitolata “Sedendo e mirando”, nella Galleria d’arte contemporanea “Osvaldo Licini”, si possono ugualmente realizzare attività collaterali didattiche, formative e di sensibilizzazione sulla tutela del patrimonio naturalistico che dobbiamo tramandare alle generazioni che verranno. Non solo una mera esposizione, dunque, rivolta al grande pubblico, è il nostro auspicio, ma pure un “pretesto” per parlare di difesa del paesaggio soprattutto ai giovani e, perché no, alla politica.


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